Francesco Bussoletti

Francesco Bussoletti – Giornalista professionista
Iscritto all’Ordine del Lazio dal 03/07/2008 (http://albo.odg.roma.it)
Cel.: 389 2122385

Sono nato a Roma nel 1974 e lavoro all’agenzia di stampa Il Velino.

Sono inviato di guerra embedded dal 2003, quando ho partecipato alla missione Antica Babilonia con l’Esercito Italiano in Iraq.

Ho coperto sul campo anche i conflitti in Afghanistan (Enduring Freedom e Isaf) e Libano (Unifil), nonché quelli in Corno d’Africa (Eritrea, Etiopia e Somalia) e le principali attività della Nato al fianco delle forze armate di diversi paesi.

Da qualche tempo ho cominciato a seguire anche la cybersecurity, ritenendo che sia uno dei temi principali legati alla Difesa e alla sicurezza nel presente e nel prossimo futuro. Penso, infatti, che la Terza Guerra Mondiale sia quella del cyberspazio e che sia già cominciata. Per ora assomiglia molto al Primo Conflitto, di posizione, attraverso azioni di warfare tra attori nazionali. Il futuro, però, è incerto. C’è il rischio che il conflitto evolva e diventi incontrollabile, anche per colpa della criminalità informatica, sempre più legata al terrorismo o alle azioni “nazionali”.

Nimbus

Sono nato In Italia, ma ho vissuto fino all’adolescenza in Gran Bretagna. Poi, c’è stato il rientro in “patria”, anche se da allora ho girovagato un po’ ovunque nel mondo.

Da sempre sono attratto da come funzionano le cose e su quali siano le strade per migliorarle. Perché anche se non si vedono, ci sono sempre. Almeno una. La passione per i computer è nata grazie a un regalo di Natale: uno ZX Spectrum. Da lì ho cominciato a programmare in Basic. Successivamente, sono passato al Commodore Amiga, divertendomi insieme a un gruppo di amici a realizzare demo e crack di giochi famosi. Infine, con un Pentium 386 DX ho scoperto il magico mondo dei pc, che non ho più abbandonato.

Alcuni mi definiscono un Ethical Hacker, altri un White Hat. Io, però, non amo le etichette. Preferisco definirmi come una persona curiosa, a cui non piacciono le cose fatte male. E che per quanto può cerca di migliorarle, anche se non gli porteranno alcun vantaggio.

Nel tempo ho aiutato numerose aziende e istituzioni a bloccare exploit malevoli, che sfruttavano falle nei sistemi. Compresi rognosi 0-days.

Sul web sono conosciuto con nickname diversi, tanto che a volte faccio fatica a ricordarmi come mi chiamo davvero. Non entro di più nello specifico su di me per 2 ordini di motivi. Il primo è che mi è vietato contrattualmente. I miei committenti pretendono massima riservatezza e la delicatezza di alcune funzioni che assolvo mi impongono una serie di cautele. Il secondo è che non è importante chi sono. Ma ciò che scrivo. Sarete voi lettori a stabilire se sono l’ennesimo cyber-idiota che ha visto troppi film di hacker o qualcuno che vale la pena di ascoltare. Anzi leggere.

Qui, per tutto il tempo che mi sarà possibile contribuire a quest’avventura, sono Nimbus. Per alcuni sarò il miglior amico, per altri il peggior nemico.

Benvenuti nel mio mondo!