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Nigeria, ora i riscatti dei rapimenti si pagano in banca e online

Ora i riscatti dei rapimenti in Nigeria si pagano in banca e online. I gruppi criminali non esitano a usare conti bancari e criptovalute per “fare cassa” sugli ostaggi. Soprattutto dopo il boom di sequestri nel paese africano

I criminali dietro al recente boom di rapimenti di civili in Nigeria sono diventati spavaldi e hanno cominciato a chiedere che i riscatti siano pagati su conti correnti bancari. Lo hanno denunciato diverse fonti locali, citate anche dai media, aggiungendo che è in crescita anche la tendenza di farsi pagare in criptovalute, come accade con i ransomware. Solo che in quel caso sono i dati a essere in ostaggio e non le persone. Questo sistema, che a prima vista può sembrare rischioso per chi lo sfrutta, nel paese africano è invece considerato “sicuro”. L’elevato livello di corruzione nelle istituzioni e una burocrazia complessa rendono quasi impossibile scoprire velocemente chi siano gli intestatari dei conti su cui vengono accreditati i riscatti. Questi, di conseguenza, hanno tempo sufficiente per svuotarli trasferendo il denaro altrove. Soprattutto se sono cryptocurrencies e i destinatari sono gruppi terroristici avvezzi al loro uso, come ISWAP.

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