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La “sicurezza sul lavoro” vale 682 morti da gennaio a settembre 2017

La “sicurezza Sul Lavoro” Vale 682 Morti Da Gennaio A Settembre 2017

I Carabinieri: Il 68% delle aziende italiane sfrutta il lavoro nero o altre forme di prestazione d’opera illegale

Il 68% delle aziende italiane sfrutta il lavoro nero o altre forme di prestazione d’opera illegale. e’ quanto emerge dai dati diffusi oggi dall’Arma dei Carabinieri insieme al ministro del Lavoro. In particolare, dal 1 gennaio al 30 settembre del 2017 sono state controllate dagli Ispettori del Lavoro 14.746 aziende e verificate le posizioni lavorative di 43.685 lavoratori. 8.182 sono risultate essere posizioni lavorative “in nero”. A seguito dei controlli sono state sospese 1.879 attività d’impresa e denunciate all’Autorità Giudiziaria 5.287 persone (di cui 38 tratte in stato di arresto). Il totale delle evasioni e omissioni contributive rilevate è stato di circa 12 milioni di Euro. I militari dell’arma hanno contestato sanzioni amministrative per oltre 20 milioni di Euro.

Estate ‘sicura’, ma non per i lavoratori

La campagna “Estate Sicura”, effettuata dal Comando Carabinieri per la tutela del Lavoro nel periodo dal 1° maggio al 30 settembre 2017 ha permesso di rilevare le condizioni di ‘insicurezza’ in cui sono costretti a operare molti lavoratori. Nel periodo dal 1° gennaio al 31 agosto 2017, infatti, si sono verificati 421.969 infortuni sul lavoro, dei quali 682 mortali.

I militari dell’Arma, per contrastare questo fenomeno, hanno  eseguito 1.165 ispezioni tecniche.
Ecco i risultati, nella crudezza dei loro numeri.

·         1.453 imprese controllate, delle quali 1.072 irregolari (oltre il 73%);

·         1.502 persone denunciate all’Autorità Giudiziaria;

·         2 cantieri e/o opifici sottoposti a sequestro;

·         122 sospensioni di attività in edilizia;

·         € 3.045.789 euro di ammende contestate.

Il lavoro nero è al 34% e riguarda soprattutto gli immigrati

Nell’attuazione della campagna “Estate Sicura” i Carabinieri hanno prestato particolare attenzione a settori da sempre interessati al lavoro ‘nero, ovvero l’agricoltura, l’edilizia, il commercio e la ristorazione. In generale, sono state verificate oltre 25.000 posizioni lavorative, delle quali 5.593 (circa il 22%), risultate “in nero”, ovvero totalmente sconosciute alla pubblica amministrazione; mentre altre 3.398 posizioni lavorative hanno presentato, invece, delle irregolarità. Nel dettaglio, 10.709 posizioni lavorative verificate hanno riguardato cittadini stranieri provenienti da paesi diversi da quelli dell’Unione. Il ricorso al lavoro nero (2.145 unità) e in generale al lavoro irregolare (1.508 unità) di immigrati rimane molto alto, attestandosi sul 34% circa del totale dei lavoratori controllati.

Gic
(twitter: @gcaroli)

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