La politica loda la Pesco, l’Onu condanna l’Ue (e l’Italia)

Onu Lybia

Per la ministra Pinotti la PeSCo “non è in contrasto con la Nato”

Dopo la firma dell’accordo sulla PeSCo, la politica italiana (anche quella di stanza a Bruxelles) fa quadrato attorno al progetto di Difesa Unica Europea, sottolineandone valore e prospettive. La prima a tesserne le lodi è stata ieri una delle promotrici dell’accordo, il ministro della Difesa Roberta Pinotti. Pesco, ha detto, “è un progetto che è nato da 5 madri, cioè i ministri della Difesa di Germania, Francia, Spagna e Italia e l’Alto rappresentante Ue per la Politica estera e di Sicurezza comune, Federica Mogherini”. Soprattutto, ha aggiunto Pinotti, la difesa comunitaria “non è in contrasto con la Nato”, una delle ‘accuse’ sollevate dai detrattori del patto.

“Abbiamo tanti impegni cui far fronte e gestiamo l’Africa da soli”

Intervenendo alla cerimonia di apertura dell’anno accademico del  ‘Centro Alti Studi della Difesa, Pinotti ha ribadito che “abbiamo tanti impegni da sostenere” e “avere più Europa significa soprattutto dare una maggiore attenzione al tema della sicurezza, alla costruzione di stabilità e a sostenere meglio gli oneri comuni. Basta pensare all’Africa, dove fino ad ora l’Italia ha gestito le crisi del continente e dell’immigrazione da sola”.

Graziano: “PeSCo opportunità per presentarci come ‘sistema Italia’”

Al fianco della ministra si è schierato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, che il prossimo anno volerà a Bruxelles per affiancare Federica Mogherini dallo scranno di presidente del Military Committee. “Per poter cooperare ed essere credibili a livello internazionale è necessario essere competitivi e bisogna esserlo ad ogni livello: economico, militare e industriale”. La Pesco “rappresenta un’opportunità per proporsi in ambito europeo come ‘Sistema Paese’, contribuendo anche a valorizzare le potenzialità industriali delle singole Nazioni. Questo è un momento storico di cambiamento e di trasformazione dell’Europa della Difesa e della sicurezza in un contesto internazionale”.

Nasce alla Farnesina l’Osservatorio permanente per il Peacekeeping

Parallelamente alla Pesco, oggi è stata presentata anche un’altra iniziativa che ha infervorato gli animi politici del comparto Difesa e Sicurezza, ovvero l’Osservatorio permanente per il Peacekeeping, iniziativa congiunta del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del ministero della Difesa. L’Osservatorio, organizzando occasioni di approfondimento seminariale, di analisi e di ricerca, intende sviluppare un approccio integrato di settore alle complesse tematiche relative al peacekeeping ed ai processi di stabilizzazione delle aree di crisi, i cui esiti possano tradursi sia in elementi di immediato aggiornamento per i processi legati all’alta formazione sia per la definizione di linee guida integrate sul piano della policy.

Ma la Cnn ‘osserva’ che in Libia è tornata a esistere la schiavitù (e la filma)

In tutto questo, però, qualcuno, cioè la Cnn, ha ‘osservato’ cosa avviene in Libia e ha documentato con tanto di video (visibili qui) le condizioni di schiavitù in cui vengono ridotti alcuni migranti. Anche a seguito dei servizi dell’emittante americana, che ha documentato che le sofferenze subite dai migranti sono “un oltraggio alla coscienza dell’umanità” si è mossa l’Onu, che ha attaccato frontalmente l’Ue e, indirettamente, l’Italia per la “disumana” politica di chiusura della rotta del Mediterraneo centrale ottenuta grazie alla Guardia Costiera libica.

La condanna dell’Unhcr: “Ue e Italia indolenti verso le angherie”

Lo j’accuse è arrivato sotto forma di una lettera dell’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, il principe ed ex ambasciatore giordano Zeid Ra’ad Al Hussein. “Ue e Italia forniscono assistenza alla Guardia Costiera libica per intercettare le barche dei migranti nel Mediterraneo, incluse le acque internazionali. Questo nonostante le preoccupazioni sollevate dai gruppi per la difesa dei diritti umani”. “Il crescente intervento della Ue e dei suoi Stati membri finora non ha fatto nulla per ridurre gli abusi sofferti dai migranti”,

Avramopoulos e Alfano difendono il Piano Libia

A difendere l’Ue e l’Italia è sceso in campo per primo il commissario per gli Affari interni e l’Immigrazione Dimitris Avramopoulos. “Proteggere vite ed assicurare un trattamento umano e dignitoso a tutti resta la nostra priorità condivisa, della Ue e dei suoi Stati membri, in particolare dell’Italia”, ha detto. In serata è arrivato anche il ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano. “Sin dal primo momento l’Italia ha posto in tutte le sedi il problema delle condizioni umanitarie dei centri di accoglienza in Libia. Lo ha fatto d’intesa con l’Unione Europea e sollecitando anche le agenzie delle Nazioni Unite a operare e a lavorare in questa direzione in Libia. Sono mesi che chiediamo a tutti i player coinvolti di moltiplicare l’impegno e gli sforzi in Libia per assicurare condizioni accettabili e dignitose alle persone presenti nei centri di accoglienza”.

 

Gic

(Twitter: @gcaroli)