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Ciad, comincia la guerra tra i generali dopo la nomina di Mahamat Kaka Déby

Comincia la guerra sotterranea tra i generali in Ciad dopo la nomina di Mahamat Kaka Déby a capo del Consiglio Nazionale di Transizione. Lo accusano di aver fatto un colpo di stato e chiedono che si confronti con la società civile

In Ciad arrivano i primi problemi per la scelta di nominare Mahamat Kaka Déby, figlio del presidente Idriss morto formalmente in una battaglia contro il Fronte per il Cambiamento e la Concordia (FACT), a capo del governo provvisorio: il Consiglio Nazionale di Transizione. I militari, che guideranno il paese per 18 mesi fino alle prossime elezioni, cominciano a farsi la guerra tra di loro. Lo conferma un’intervista di Voice of America al generale Idriss Mahamat Abderamane Dicko. Già in servizio presso il gabinetto militare del vecchio capo dello stato. Secondo lui, il giovane Déby è stato nominato “da una piccola cerchia di amici militari” e li ha accusati di voler “abbandonare lo stato di diritto per un colpo di stato. Il generale chiede quindi a Déby di sedersi con i rappresentanti della società civile e tutte le organizzazioni che rappresentano il popolo ciadiano. Ciò, allo scopo di una reale transizione che porti a elezioni indipendenti, libere e inclusive.

La tensione è in aumento. Gli alti ufficiali delle etnie diverse dagli Zaghawa, vedendo una pericolosa concentrazione di potere, temono di perdere spazio e peso

Lo scontro tra diverse fazioni delle forze armate in Ciad era prevedibile. Idriss Déby, infatti, per tenere unito il paese africano ed evitare pericolose derive, aveva scelto i suoi generali tra i membri di ogni tribù principale. Invece ora sembra che suo figlio Mahamat Kaka si sia legato solo a membri del suo clan: gli Zaghawa, di cui non a caso fa parte anche Abakar Abdelkarim Daoud, il capo di Stato maggiore delle forze armate. Quest’ultimo, già guardia del corpo personale e fidato consigliere del vecchio presidente, sembra abbia assunto lo stesso ruolo anche con il nuovo scegliendo anche i vertici militari a cui assegnare gli incarichi più delicati. Ciò, di conseguenza, sta scatenando molto malcontento tra gli ufficiali delle altre etnie. La situazione nel paese africano si sta quindi scaldando e c’è un nervosismo crescente.

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