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Yemen, USA e comunità internazionale pronti a colpire gli Houthi sul terreno

Gli USA e la comunità internazionale sono pronti a colpire gli Houthi sul terreno. Il Pentagono invia ingenti assetti navali nel quadrante. Le opzioni sono 2: attacchi via mare e aria se possibile. Altrimenti, l’impiego di forze speciali per raid chirurgici

Gli Stati Uniti, come previsto, si preparano a colpire duramente gli Houthi nello Yemen per fermare l’ondata di attacchi contro le navi commerciali che transitano nell’area. Non è un caso, che il Pentagono abbia spostato ingenti assetti navali nel quadrante. Se il dispositivo schierato non basterà a garantire un’efficace deterrenza, le opzioni sono due: colpire le postazioni dei miliziani pro-Iran a terra con capacità navali o aeree (droni, caccia e missili). In alcuni casi, però, ciò potrebbe non essere possibile. Per esempio se le sorgenti di minaccia si trovassero in centri abitati o con un’elevata presenza di civili. Di conseguenza, si pensa a interventi di distaccamenti di forze speciali, formalmente americani, ma in realtà misti, per raid chirurgici. Una sorta di contingente multinazionale a guida USA, come il romanzo “Rainbow Six” di Tom Clancy. Alla missione anti-Houthi, infatti, partecipano diversi Paesi. Alcuni nell’ambito della Combined Task Force 153; altri, invece, in base a intese bilaterali e multilaterali. Peraltro, la missione “a terra” è supportata dalle leggi internazionali: nella Convenzione di Montego Bay gli spazi marini oggetto di regolamentazione comprendono, oltre al mare territoriale e alle acque internazionali, la zona contigua, la piattaforma continentale e la zona economica esclusiva. Ciò a patto che il governo del Paese ospitante autorizzi l’intervento e l’unico governo riconosciuto dalla comunità internazionale è quello del presidente Rashad al-Alimi, non quello degli Houthi.

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