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Ucraina, la Russia aumenta ancora (invano) la censura contro i media

La Russia aumenta ancora (invano) la censura contro i media. Colpite anche le piccole testate internazionali come il Barents Observer

Nuova stretta della censura in Russia contro i media non allineati, anche all’estero. Roskomnadzor ha chiesto la chiusura di diverse testate giornalistiche tra cui il Moscow Times e il Barents Observer. Quest’ultima è un media norvegese online di base a Kirkenes, che pubblica contenuti in inglese e in russo, specializzato nel coprire eventi legati all’Artico e al paese vicino. Il giornale è accusato di diffondere “false informazioni su atti terroristici, non verificate e tese alla destabilizzazione della società e della situazione politica nella Federazione Russa”. A seguito delle richieste del regolatore, i domini delle testate prese di mira sono stato inseriti nella lista federale dei siti bloccati. I provvedimenti, però, avranno un’efficacia limitata. Grazie alle VPN, infatti, sarà possibile continuare a leggere i media senza alcun problema.

La nuova stretta sui media è il segno delle crescenti difficoltà di Mosca anche verso la sua popolazione

La stretta della censura russa, invece, conferma che Mosca è sempre più in difficoltà nella guerra in Ucraina. Oltre alle sconfitte sul terreno, la Russia deve fare i conti con il fatto che tra la popolazione cresce l’insofferenza, nonostante la propaganda ufficiale. La conferma viene dal trend in forte aumento di persone che hanno cominciato a informarsi su fonti alternative online. Ciò ha obbligato il governo di Vladimir Putin a correre ai ripari, inserendo nella black list anche le piccole testate straniere proprio come il Barents Observer e altri. Peraltro, il provvedimento sta avendo un effetto opposto anche rispetto ai bersagli. Il giornale norvegese, la cui chiusura era stata chiesta anche nel 2019, infatti, vede quanto accaduto come una medaglia e come la conferma di operare nella giusta direzione. Di conseguenza, è probabile che tutti i media coinvolti dalle decisioni di Mosca intensifichino gli sforzi, invece che fermarsi.

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