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Ucraina, Kiev sfida la Russia sulla mobilitazione parziale

L’Ucraina sfida Mosca sulla mobilitazione parziale. Zaluzhnyi: “Abbiamo battuto i professionisti e ora sconfiggeremo gli ‘amatori’”. Continuano le fughe di massa dalla Russia verso l’estero

“Abbiamo battuto l’esercito di professionisti della Russia e adesso è ora di vincere quello amatoriale”. Con queste parole il capo di Stato Maggiore della Difesa ucraino, Valerii Zaluzhnyi, sfida Mosca e la mobilitazione parziale dei 300.000 soldati riservisti, annunciata da Vladimir Putin. Mobilitazione, che peraltro, non sta andando secondo le aspettative. Nonostante le pene severe, previste per manifestazioni non autorizzate, la popolazione della Federazione continua a scendere in strada. Dal Dagestan alla Yakutia il coro è unanime: “Non è la nostra guerra”. Inoltre, proseguono le fughe dei possibili coscritti verso i paesi vicini, dalla Mongolia al Kazakhstan. Putin ha anche provato a rivolgersi alla grande comunità di ebrei russi, chiedendo un “forte contributo”, ma anche in questo caso la maggior parte vuole fuggire in Israele.

I coscritti non conoscono i sistemi e le procedure militari russi. Inoltre, non vogliono combattere. Si rischia una catastrofe

Le parole di sfida di Zaluzhnyi verso la Russia hanno una base concreta. I coscritti, anche quelli che in passato hanno prestato servizio nelle forze armate, infatti, si troveranno a dover affrontare numerosi problemi. Innanzitutto, non conoscono i nuovi sistemi d’arma di Mosca e le procedure adottate. Impararli in breve tempo sarà molto difficile e di conseguenza c’è il concreto rischio che commettano errori fatali. Inoltre, tranne alcuni casi, non sono motivati a combattere contro l’Ucraina. Anzi. C’è quindi la possibilità che si ribellino agli ordini o non li eseguano correttamente. L’unica alternativa di Mosca per evitare una catastrofe è tenerli a presidiare gli obiettivi sensibili in patria, liberando forze professionali da mandare al fronte. Ma in quel caso, se anche queste ultime dovessero essere sconfitte, chi proteggerebbe la Federazione e soprattutto le istituzioni?

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