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Terrorismo: Al Qaeda, dopo la fine dell’era Zawahiri, guarda all’Africa?

La fine dell’era di Ayman al-Zawahiri cambia gli equilibri all’interno di al Qaeda e i pesi a livello regionale. Nominato il nuovo leader di AQIM: l’algerino Abu Ubaidah Yusef al Annabi

La morte di Ayman al-Zawahiri, leader di al Qaeda dall’uccisione di Osama bin Laden in un raid ad Abbottabad, comincia già ad avere i primi effetti. All’interno del network cambiano gli equilibri e con essi i vertici dei gruppi regionali. In particolare in Africa. Al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM) ha infatti annunciato in un video la nomina di un nuovo emiro, come riporta il Long War Journal. Questo è il veterano Abu Ubaidah Yusef al Annabi che sostituisce Abdelmalek Droukdel (alias Abu Musab Abdel Wadoud) ucciso dai militari francesi nel corso di un raid in Mali a giugno. Il novo leader è un algerino che ha ricoperto diversi alti incarichi all’interno di AQIM. Da capo del Consiglio dei Notabili a membro della Shura, fino a diventare vice di Droukdel. Non é certo, però, che fosse così amato dal leader supremo.

L’annuncio è stato dato solo poche ore dalla morte del medico egiziano e dopo mesi di interim. AQIM e l’Africa torneranno al centro degli interessi del network fondato da Osama bin Laden? Sarà guerra contro ISGS?

Il lungo lasso di tempo intercorso per la successione tra Droukdel e Annabi conferma, infatti, che non c’era accordo sul nuovo capo di AQIM. Inoltre, fa presupporre che i vertici di al Qaeda giudicassero di secondo piano le attività in Africa, cercando di concentrare il core soprattutto in Medio Oriente e Asia. Il timing della nomina, avvenuta solo poche ore dopo la morte del medico egiziano, fa invece pensare che a breve ci potrebbe essere un cambio di passo e di strategia nel gruppo. L’Africa, soprattutto Subsahariana, potrebbe diventare improvvisamente strategica. Ciò determinerebbe due conseguenze. Da una parte, l’incremento delle attività – anche offensive – nei paesi del quadrante. Dall’altra, lo scoppio di una guerra “interna” contro Isis (ISGS) che sta conquistando giorno dopo giorno sempre più peso nel continente. Anche in nazioni fino a poco tempo considerate “tranquille”, come il Mozambico, oggi vittime di ondate di violenza che le istituzioni locali non riescono a frenare.

Si attende di sapere chi sarà il nuovo emiro di al Qaeda. Al momento è in corso una lotta interna tra “tradizionalisti” e giovani”, dove i primi sono i più deboli. Si rischia il ritorno a una postura offensiva e l’Africa sarebbe il territorio ideale

Resta da capire, comunque, chi sarà il nuovo emiro di al Qaeda. Sarà lui a stabilire quale la nuova “area di operazioni” e le strategie. Al momento è in corso una lotta interna tra le varie anime del gruppo, ma quelle tradizionaliste sono ormai deboli e demoralizzate, soprattutto dopo l’uccisione di Hamza bin Laden, figlio di Osama e leader designato e addestrato ad hoc dallo stesso Zawahiri. Si rafforzano, invece, quelle più “giovani” e attive. Il rischio è che la formazione, da una postura difensiva, possa passare nuovamente a una offensiva. In questo senso l’Africa sarebbe un luogo ottimale. Sia per la sua vastità geografica sia perché all’interno di AQIM operano veterani ben addestrati e armati, provenienti dall’ex Gruppo Islamico Armato (GIA). Questi, a differenza di quelli di ISGS, conoscono bene il territorio e le tribù locali (con cui fanno affari). Lo conferma il fatto che, nonostante l’ascesa di Isis nell’Africa Subsahariana, questi abbiano continuato ad agire indisturbati e i loro traffici illeciti non abbiano subito ripercussioni.

Photo Credits: Long War Journal

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