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Siria, Usa: al via smobilitazione militare. Ma la guerra a Isis non cambia

Siria, Usa: Al Via Smobilitazione Militare. Ma La Guerra A Isis Non Cambia

Il presidente Usa, Donald Trump: Abbiamo sconfitto Isis, unica ragione per rimanere in Siria. Lo Stato Islamico, infatti, è relegato in una porzione sempre più stretta di Deir Ezzor. Si teme che la smobilitazione apra al ritorno dei jihadisti, nonché alle mire di Mosca e della Turchia

“Abbiamo sconfitto Isis in Siria, l’unica ragione per rimanere nel paese durante la mia amministrazione”. Con questo commento su Twitter il presidente Usa Donald Trump ha sancito la vittoria militare sullo Stato Islamico nel paese mediorientale, relegato a poche aree a Deir Ezzor e pressato dalle SDF di Operation Round Up (Jazeera Storm). Queste, dopo aver conqusitato Hajin più velocemente rispetto alle aspettative, stanno attaccando i miliziani in tutto il quadrante. Le sue parole aprono le porte alla smobilitazione degli assetti americani nella nazione, schierati finora a sostegno delle forze arabe-curde contro Daesh. Alcuni si sono spaventati, ritenendo che l’uscita delle truppe statunitensi dalla Siria rappresenti un rischio molto alto. In relazione sia al possibile ritorno dei jihadisti sia all’aumento dell’influenza della Russia nello stato, che non avrebbe più competitor forti. Inoltre, ci sono timori su possibili recrudescenze dell’offensiva turca a nord. La situazione, però, è diversa da come appare.

Le paure, però, sono ingiustificate. La guerra a Daesh non cambia. Rimangono gli assetti militari in Iraq, al confine con la MERV siriana, e la Coalizione Internazionale continuerà a fornire supporto aereo alle SDF di Jazeera Storm

Innanzitutto la smobilitazione delle truppe Usa dalla Siria richiederà tempo. Di conseguenza, queste potranno continuare a operare a supporto delle SDF contro Isis. Infatti, i primi a partire saranno i funzionari del dipartimento di Stato, secondo Reuters. L’agenzia cita fonti dell’amministrazione Trump, le quali affermano che il personale lascerà il paese mediorientale entro 48 ore. Inoltre, il provvedimento non riguarda i militari che si trovano in Iraq (circa 5.200). Questi, perciò, resteranno nelle basi lungo il confine tra i due paesi e monitoreranno l’evolversi della campagna contro lo Stato Islamico. Sia sul versante interno sia su quello della Middle Euphrates River Valley (MERV) dalla parte siriana di Deir Ezzor. A loro si aggiungono gli assetti della Coalizione Internazionale, che proseguiranno il sostegno aereo a Jazeera Storm. Di conseguenza, rimarrà nell’area una forte presenza statunitense in chiave anti-Daesh. Resta solo da capire cosa succederà a nord.

La conferma viene dal terreno. Nella provincia siriana Isis è sempre più sotto pressione. Sia dalle forze arabo-curde sia da Inherent Resolve

La conferma che nulla è cambiato a Deir Ezzor nella campagna anti-Isis viene dal terreno. In un raid aereo a Kishma, presumibilmente di Inherent Resolve, ha perso la vita Abu Khadija al-Iraqi, un comandante dello Stato Islamico. Inoltre, nella stessa zona le SDF hanno effettuato diversi blitz in due città, alla ricerca di cellule Daesh. Infine, più a sud nella provincia siriana, ci sono stati diversi strike della Coalizione Internazionale e attacchi con l’artiglieria su postazioni dei jihadisti a Baghuz Fawqani. Ciò, mentre Jazeera Storm avanza sia a sud di Hajin, nell’area di Qalah e Susah, sia verso Harse.

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