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Siria, UE studia la nascita di un tribunale internazionale per i crimini Isis

Siria, UE Studia La Nascita Di Un Tribunale Internazionale Per I Crimini Isis

L’UE ha avviato uno studio approfondito sulla nascita di un tribunale internazionale per i crimini Isis. Lo conferma una delegazione parlamentare belga in visita a Qamishli

L’UE sta valutando l’istituzione di un tribunale internazionale che giudichi i crimini commessi da Isis in Siria. Lo ha confermato una delegazione parlamentare belga, nel corso di una visita a Qamishli, come riporta la North Press Agency. Secondo il gruppo, al momento l’Europa non ha ancora varato alcun provvedimento che autorizzi la creazione della corte. Ma ha confermato che la questione è oggetto di uno studio approfondito a Bruxelles. I tempi, però, dovranno necessariamente essere stretti. Ciò in quanto le SDF, dopo mesi di richieste rimaste inascoltate, hanno deciso di stabilire propri organi ad hoc, che si occuperanno di giudicare le condotte dei miliziani dello Stato Islamico. Non solo dei jihadisti Daesh siriani, ma anche di quelli dei foreign fighters provenienti da vari paesi. E, a differenza del Vecchio Continente in cui è vietata, sarà valutata anche la condanna alla pena capitale.

La strada però è in salita. Innanzitutto c’è la questione della pena di morte per i foreign fighters dello Stato Islamico. Inoltre, i curdi hanno cominciato a muoversi in autonomia per istituire corti anti-Daesh

Oggi i paesi UE adottano scelte “nazionali” sui foreign fighters Isis. Ognuno decide in base alle leggi locali come processarli e quali pene comminare loro. L’idea, invece, è raggiungere uno standard europeo verso tutti i gruppi e i soggetti che violino i diritti umani. Perciò, non solo lo Stato Islamico, ma anche al Qaeda e le milizie che operano per conto di nazioni. Questo, per portare alla nascita di un Tribunale Internazionale ad hoc, dovrà poi essere approvato da tutti i membri della Coalizione Internazionale anti-Daesh. La strada, però, è in salita. Il problema principale è la pena di morte. Nel Vecchio Continente è stata abolita, ma vige ancora in varie nazioni. Sia in ambito Coalizione sia regionale. Dalla Siria all’Iraq, passando per Usa, India, Giappone e Giordania. Inoltre, c’è il fattore “tempo”. I curdi sono ormai stanchi di aspettare e hanno cominciato a muoversi in autonomia.

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