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Siria-Turchia, l’epicentro della guerra diventa Saraqeb

L’epicentro della guerra tra la Siria e la Turchia è diventata Saraqeb. La città è strategica per sia per Ankara sia per Damasco: è la porta di accesso per Aleppo e Idlib

L’epicentro della guerra tra Damasco e la Turchia è diventata Saraqeb. La città continua a passare di mano tra i ribelli, supportati dall’operazione Spring Shield, e l’esercito siriano (SAA). Ciò in quanto è strategica. Da una parte, infatti, permette di accedere ad Aleppo e dall’altra a Idlib. Di conseguenza, sia gli alleati di Ankara sia il governo di Bashar Assad ne vogliono il controllo. Non a caso, è stata appena riconquistata dal SAA, dopo una violenta battaglia ancora non conclusa del tutto. In alcune zone, soprattutto a ovest, si continua a combattere e si temono nuovi affondi delle milizie anti-governative. Soprattutto in quanto i droni turchi sono intervenuti, bombardando postazioni dell’esercito sulla prima linea. Al momento, comunque, l’offensiva di Ankara si limita per lo più ad azioni aeree. Sul terreno ci sono pochi uomini, elementi delle forze speciali, che “illuminano” i bersagli da colpire e monitorano i movimenti del nemico.

Confermato l’incontro Putin-Erdogan, ma a Mosca. Ankara, non avendo ottenuto dalla Russia il via libera all’operazione Spring Shield, punta a un accordo di tregua e a mantenere la buffer zone 

Intanto, c’è una novità dell’ultimo minuto sul previsto incontro tra i presidenti Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin del 5 marzo, “non confermato” dalla presidenza turca nelle scorse ore. Il colloquio si terrà ma non ad Ankara come preventivato, bensì a Mosca. Erdogan ha insistito nel ricordare che l’operazione Spring Shield non toccherà gli interessi della Russia o il personale in Siria. Ma che l’offensiva è diretta solo contro Damasco e il SAA. Il suo obiettivo originale era quello di ottenere il via libera per condurre le manovre. Essendo però questo fallito, come dimostra il fatto che gli assetti della Federazione operano al fianco di quelli di Assad, probabilmente cercherà di puntare su un accordo di tregua per salvare la faccia e mantenere intatta la buffer zone a Idlib e nel resto del nord. 

Erdogan, nonostante i vantaggi su UE e Iran, si trova in difficoltà verso i partner principali: Russia e NATO (USA). Per poter continuare a giocare su più tavoli dovrà mantenere l’equilibrio a tutti i costi e scendere a compromessi 

La decisione della Turchia di dichiarare guerra alla Siria, infatti, non andata secondo i piani. La Russia non si è fatta da parte, come Ankara sperava, e nemmeno la NATO ha dato le risposte sperate. Di conseguenza, Erdogan deve mantenere l’equilibrio e le relazioni con Mosca per poter continuare giocare su tutti i tavoli in contemporanea. Gli unici vantaggi di cui dispone sono verso l’UE, con la questione dell’apertura dei confini ai migranti, e nei confronti dell’Iran. Teheran al momento è troppo occupata ad affrontare l’epidemia di Coronavirus per poter occuparsi di ciò che accade in Siria. Anche se ha appena perso 21miliziani nei bombardamenti delle TAF. Ciò, però, non gli porta alcun beneficio verso i due partner “chiave”. Soprattutto a seguito del fatto che entrambi, ognuno a suo modo, gli hanno fatto capire che la campagna è stato un grave errore.

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