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Siria, sono circa 6.000 i miliziani ISIS nelle carceri delle SDF

Siria, Sono Circa 6.000 I Miliziani ISIS Nelle Carceri Delle SDF

Le SDF: sono circa 6.000 i miliziani Isis detenuti nelle carceri tra Hasakah e Deir Ezzor. Di questi, 5.000 sono siriani e iracheni. Gli altri provengono da 54 paesi. Sono in poche, infatti, le nazioni che hanno ripreso ad oggi i loro foreign fighters dello Stato Islamico

Sono circa seimila i miliziani ISIS, prigionieri nei campi delle SDF nel Nord Est della Siria tra Hasakah e Deir Ezzor. Lo hanno confermato i portavoce di Jazeera Storm. Circa 5.000 sono membri dello Stato Islamico di origine irachena o siriana. I restanti, invece, provengono da 54 paesi in tutto il mondo. Le forze arabo-curde continuano a chiedere alle nazioni di origine di riprendere i loro foreign fighters. La maggior parte di queste, però, si rifiutano o prendono tempo. Ciò, nonostante i loro cittadini rischino di essere condannati a morte. L’unica corte che, infatti, sta processando i jihadisti Daesh è quella di Baghdad, dove vige ancora la pena capitale. Peraltro, non sono solo i fondamentalisti IS locali a essere condannati. Ma anche quelli stranieri, che hanno commesso crimini nello Stato mediorientale. 

Jazeera Storm aumenta i trasferimenti dei jihadisti Daesh verso l’Iraq. L’elevata concentrazione di fondamentalisti rappresenta un pericolo e distoglie forze da altri compiti: in primis migliorare la sicurezza da Raqqa a Deir Ezzor

Le SDF, inoltre, continuano periodicamente a trasferire miliziani Isis stranieri prigionieri dalla Siria all’Iraq. L’ultima estradizione è di pochi giorni fa e riguarda circa un centinaio di jihadisti dello Stato Islamico, tra cui alcuni alti leader. Finora sono stati deportati ion tutto oltre 500 fondamentalisti. Questo tipo di operazioni nell’ultimo periodo si sta intensificando. Ciò in quanto Jazeera Storm teme che i fondamentalisti Daesh rimasti in Siria possano tentare di liberare i loro compagni, attaccando le carceri. Oppure che questi ultimi tentino sommosse a scopo di fuggire. Le forze arabo-curde, seppur stanno crescendo, non sono sufficienti infatti per monitorarli tutti quotidianamente e allo stesso tempo dare la caccia alle cellule IS tra Raqqa e Deir Ezzor. Di conseguenza, si cerca di ridurre il peso dei detenuti, in modo da liberare assetti che miglioreranno la sicurezza nell’area.

 

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