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Siria, smantellata una cellula Isis che faceva fuggire i jihadisti da Al-Hol

Le SDF, insieme a Inherent Resolve, smantellano una cellula Isis che si occiupava di far fuggire i jihadisti e le loro famiglie dal campo di Al-Hol

Le forze speciali delle SDF e Inherent Resolve hanno arrestato tre miliziani Isis, membri di una cellula che operava presso il campo di Al-Hol, in provincia di Hasaka. Il gruppo, come confermano anche gli equipaggiamenti sequestrati insieme ad armi e soldi, conduceva azioni di spionaggio presso il carcere nell’Est della Siria dove sono rinchiusi circa 60.000 tra jihadisti IS locali e stranieri (foreign fighters), nonché le loro famiglie. Il compito dei terroristi era studiare i movimenti del nemico e l’organizzazione della sicurezza, allo scopo di organizzare micro-operazioni per fare scappare i compagni e i loro cari dalla struttura, trasportandoli poi in luoghi sicuri. La cellula, secondo fonti locali, era molto attiva ed era già riuscita a far evadere diversi membri dell’ex Daesh. L’intelligence da tempo tracciava e monitorava i loro spostamenti. I militari sono, infine, intervenuti quando la cellula si apprestava a compiere un nuovo raid, sventandolo.

Nelle scorse ore sono stati catturati anche 22 terroristi Isis tra Hasaka e Deir Ezzor, mentre negli ultimi giorni sono stati arrestati in 19 nell’Est della Siria

Nelle scorse ore, invece, 22 terroristi Isis sono stati arrestati in due operazioni coordinate delle SDF e Inherent Resolve tra Deir Ezzor e Hasaka. Una ha visto protagonista l’area di Zeiban (sette catturati) e l’altra quella di Aldaisha (15).  I jihadisti IS erano responsabili di diversi attacchi sia contro le forze arabo-curde sia contro la popolazione. Non a caso, sono stati proprio gli abitanti locali a permettere i raid, fornendo ai militari informazioni sull’ubicazione e i movimenti dei miliziani. L’operazione, peraltro, ne segue un’altra, avvenuta negli ultimi giorni e che ha portato alla cattura di 19 fondamentalisti tra Dashisha e Suwar. Anche in quel caso si trattava di due cellule che operavano nell’Est della Siria.

Photo Credits: SDF

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