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Siria, si intensifica l’offensiva del SAA contro le milizie a Latakia e Idlib

Siria, Si Intensifica L’offensiva Del SAA Contro Le Milizie A Latakia E Idlib

L’esercito siriano (SAA) intensifica l’offensiva contro le milizie a Latakia e Idlib. Il pressing sui ribelli, però, è “a distanza” grazie ai droni russi. Sul terreno, invece, è stallo

L’offensiva dell’esercito siriano (SAA) contro le milizie tra Latakia e Idlib entra nel vivo. Nelle scorse ore, il SAA ha preso di mira postazioni dei ribelli a Teffahiya, Tilal Raqem, Haddadeh, Kabineh e Aliya, grazie alle coordinate fornite dai droni russi. Inoltre, ci sono stati violenti scontri (ancora in corso) sugli assi di Haddadah e Mezeirbah. In particolare contro elementi di al-Fateh al-Moubin. Infine, si sono registrati scambi di colpi d’artiglieria sulle direttrici di Jabal Zawiya e Saraqeb. Al momento, però, la situazione è ancora in fase di stallo. I soldati, che pochi giorni fa avevano tentato un’incursione dietro le linee nemiche, stanno ammassando forze nell’area ma non hanno più cercato di attaccare frontalmente i jihadisti locali, preferendo per ora combattimenti “a distanza”.

Intanto, le SDF a Deir Ezzor arrestano provocatori legati alle proteste a Shahil e Hawaij. Secondo le forze curde sono legati a Damasco e all’Iran. Sfruttando la campagna di omicidi di Isis, cercavano di alimentare il caos nella provincia siriana

Intanto, a est della Siria le SDF hanno annunciato di aver arrestato alcuni elementi, che cercavano di alimentare disordini a Deir Ezzor. Sarebbero persone legate a Damasco e alle milizie iraniane e hanno confessato i loro crimini, fornendo anche documentazione rilevante. Questi, sfruttando la campagna di omicidi di capi tribali locali e alti funzionari commessi dai jihadisti Isis recentemente, puntavano ad aizzare la popolazione contro le forze curde, soprattutto a Shahil e Hawaij. Inoltre, erano responsabili di diversi attacchi contro postazioni dei combattenti nella provincia, per i quali erano stati accusati alcuni manifestanti. Lo scopo era sviluppare una campagna d’odio e insicurezza, che indebolisse l’immagine delle SDF e rafforzasse quella del governo. Il tentativo, però, è stato denunciato subito dalle forze curde che hanno cominciato a lavorare con le tribù per riportare la stabilità ed evitare distrazioni dalla lotta a Daesh. 

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