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Siria, SDF insieme a Trump: Subito via i miliziani Isis catturati a Deir Ezzor

Siria, SDF Insieme A Trump: Subito Via I Miliziani Isis Catturati A Deir Ezzor

Isis, nonostante sia stato sconfitto a Deir Ezzor, continua a rappresentare ancora una minaccia per la Siria e non solo. LE SDF si accodano a Trump e lanciano l’allarme: Portate via subito i foreign fighters dello Stato Islamico, se fossero liberarti sarebbe una catastrofe

La sconfitta di Isis a Deir Ezzor in Siria sta creando un problema imprevisto alla comunità internazionale: cosa fare con i jihadisti catturati. soprattutto i foreign fighters. Le SDF di Operation Round Up (Jazeera Storm), che hanno in consegna i miliziani dello Stato Islamico, non hanno strutture adeguate per gestirli. Complessivamente, questi si aggirano attorno al migliaio, a cui vanno aggiunti le famiglie (mogli e figli) arrestati in questi mesi. Non ci sono cifre ufficiali, ma si parla di altre 2.000 persone. Da qui la richiesta del presidente Usa, Donald Trump, alle varie nazioni di riprendersi i propri cittadini, già membri di Daesh. Questi, infatti, rappresentano un pericolo concreto per la sicurezza della regione. I loro compagni potrebbero attaccare le forze arabo-turche per liberarli e non è escluso che questi tentino comunque la fuga e raggiungano una zona sicura in cui riorganizzarsi e riprendere la jihad.

L’UE per ora non prende posizione sull’ipotesi dei jihadisti rimpatriati in Europa, ma si offre di aiutare i paesi membri ad affrontare la questione

L’Unione Europea, tramite l’Alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini, ha fatto sapere di aver discusso dell’invito di Trump di riprendere i jihadisti Isis arrestati in Siria. A proposito si sottolinea che non è stata presa ancora nessuna decisione in merito a livello UE. L’Europa, intanto, si è offerta di aiutare i paesi membri a gestire la questione dei foreign fighters. Per il momento si sono espresse la Francia e il Regno Unito. Parigi ha comunicato che si sta preparando a ricevere i miliziani dello Stato Islamico connazionali. Londra, invece, pone obiezioni formali. Rimane, poi, aperto il capitolo delle mogli e dei figli dei fondamentalisti. Dove dovranno andare? Insieme ai loro mariti o nelle nazioni di origine? Il tema è aperto e se ne è discusso alla Conferenza di Monaco. Ma finora non sembra che ci sia una posizione uniforme in ambito europeo.

Se i miliziani dovessero fuggire ci sono due possibilità: che si spostino a Idlib o tentino di tornare nell’UE via Turchia. O che rafforzino il gruppo Daesh presente in Iraq e cerchino di riorganizzare la formazione

La paura più grande è che i jihadisti Isis, per il momento detenuti a Deir Ezzor in Siria, possano fuggire o a Idlib o nel vicino Iraq. Nel primo caso andrebbero a rafforzare le fila dello Stato Islamico nella provincia, alleatasi con Hayat Tahrir Al-Sham (HTS, formazione legata a doppio filo ad al Qaeda), oppure cercherebbero di tornare in patria (i foreign fighters) passando dalla Turchia. HTS, infatti, gode di buone relazioni con il paese vicino, soprattutto nelle zone di confine. Nel secondo, invece, punterebbero alla zona desertica-montuosa, in cui negli ultimi sei mesi hanno già trovato rifugio oltre un migliaio di miliziani Daesh. Questi, che hanno anche a disposizione grosse cifre di denaro liquido, con buona probabilità cercheranno di riorganizzare il gruppo, alimentando la sicurezza nei due paesi e nell’intera regione. 

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