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Siria, SDF: Il nuovo rifugio sicuro di Isis è ad Afrin grazie alla Turchia

Siria, SDF: Il Nuovo Rifugio Sicuro Di Isis è Ad Afrin Grazie Alla Turchia

Il portavoce delle SDF, Mustafa Bali: Il nuovo rifugio sicuro di Isis è ad Afrin, grazie all’invasione della Turchia. Avvistati elementi dello Stato Islamico. Probabilmente sono quelli in fuga da Idlib, dopo la rottura con HTS

Il nuovo rifugio per Isis in Siria potrebbe essere Afrin. Lo denuncia Mustafa Bali, portavoce delle SDF, spiegando che tre famosi membri dello Stato Islamico sono stati filmati mentre cantavano nasheed insieme ad altri da qualche parte nella provincia siriana settentrionale. Sono Abu Ali, cittadino del Bahrain; lo yemenita Abu Majeed e un saudita. Alcuni di loro, peraltro, in passato erano apparsi su Amaq, organo di propaganda Daesh. Secondo Bali, grazie all’invasione della Turchia, l’area è divenuta il nuovo paradiso per i jihadisti. Probabilmente il gruppo fa parte dei miliziani trasferiti da Damasco a Idlib. Questi per un certo periodo hanno siglato una tregua con i “resident” di Hayat Tahrir Al-Sham (HTS), legato ad Al Qaeda. Poi, però, qualcosa è andato storto e gli stessi membri di HTS hanno cominciato a dare la caccia ai terroristi IS, che di conseguenza hanno migrato a nord nella zona cuscinetto di Ankara.

L’Iraq si offre di prendere in consegna e processare i foreign fighters Daesh, detenuti nei campi di Jazeera Storm a Deir Ezzor

Intanto, l’Iraq si offre alla Coalizione Internazionale di processare i foreign fighters Isis, in cambio del pagamento delle spese. Lo riporta l’AP. Baghdad avrebbe chiesto 2 milioni di dollari all’anno per ogni jihadista dello Stato Islamico che prenderà in consegna. La cifra è calcolata in base alle stime sui costi di gestione dei terroristi detenuti a Guantanamo. La notizia non è stata confermata ufficialmente e non ci sono commenti al momento da parte di Inherent Resolve. Il provvedimento, comunque, potrebbe riguardare circa 1.000 miliziani Daesh e 9.000 tra mogli e figli, che al momento sono sotto custodia delle SDF in alcuni campi a Deir Ezzor. Jazeera Storm ha chiesto l’istituzione di un tribunale internazionale e, comunque, di rimpatriarli al più presto. C’è pericolo, infatti, che i loro compagni tentino attacchi per liberarli.

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