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Siria, SDF e ONU insieme per proteggere i bambini dalla violenza

Siria, SDF E ONU Insieme Per Proteggere I Bambini Dalla Violenza

Le SDF e l’ONU firmano un accordo per proteggere i bambini dalla violenza. Le forze curde emanano nuove regole che vietano gli arruolamenti dei piccoli, di trasformare le scuole in basi e di stoccarvi materiale bellico a meno che non sia per proteggerle

Le SDF hanno firmato un’intesa con l’ONU per proteggere i bambini nell’est della Siria dalla violenza e dai conflitti militari. Lo riporta Kurdistan 24. A proposito è stato diffuso un ordine in cui si vieta l’uso delle scuole come basi e di collocare equipaggiamenti bellici vicino a questi edifici, a meno che non servano per proteggerli. Inoltre, è tassativamente proibito reclutare i bambini e si lavora affinché le scuole tornino a essere un ambiente sicuro per l’apprendimento dei piccoli, i più colpiti prima dalla guerra contro Isis e poi dalle offensive turche nella regione. Non a caso, da ottobre del 2019 a gennaio del 2020 sono state chiuse almeno 150 scuole a Tall Abyad e Ras al-Ayn. Altre 60 ad Hasaka e Qamishli, invece, sono state trasformate temporaneamente in alloggi di emergenza per gli sfollati.

Intanto, nell’est della Siria si intensifica la guerra a Isis. SDF e Inherent Resolve organizzano nuovi raid contro i leader dello Stato Islamico. Inoltre si addestrano le guardie che proteggeranno i giacimenti di petrolio dagli attacchi Daesh. Obiettivo: togliere a IS la principale fonte di finanziamento

Intanto, nell’est della Siria, le SDF intensificano la guerra a ISIS insieme a Inherent Resolve. Da una parte continuano li raid mirati per neutralizzare i leader dello Stato Islamico. Dall’altra, invece, le forze curde si stanno addestrando con la Coalizione a proteggere le infrastrutture petrolifere. Obiettivo: bloccare i furti di greggio da parte dei miliziani Daesh, usati come fonte primaria di finanziamento per la sopravvivenza e le operazioni sul terreno. Nelle scorse ore si sono diplomati 250 specialisti, che verranno inviati presso i siti della Critical Petroleum Infrastructure (CPI), a cui presto se ne aggiungeranno altri. I corsi, infatti, proseguono e vengono rimodulati in base alle ultime minacce. Questi, peraltro, verranno implementati da ulteriori attività, di cui però al momento non sono stati forniti dettagli. 

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