Siria, le SDF congelano l’offensiva contro lo Stato Islamico a Deir Ezzor per combattere la Turchia

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Le SDF congelano Cizire Storm contro Isis a Deir Ezzor per andare a combattere la Turchia ad Afrin

Le SDF lasciano la guerra contro lo Stato Islamico a Deir Ezzor e si spostano nell’ovest del paese per combattere i militari turchi ad Afrin. Lo hanno annunciato le forze a guida curda in un comunicato stampa. Nel testo si legge che “le fazioni rivoluzionarie che operano nelle Syrian Democratic Forces (SDF) sotto l’ombrello della Coalizione internazionale, con rimorso abbiamo deciso di spostare le nostre unità che sono in trincea contro Daesh, da est dell’Eufrate alle prime linee ad Afrin”. Ciò per combattere contro l’invasione dell’operazione Olive Branch e dopo aver combattuto Isis negli ultimi tre anni ad Hasaka, Raqqa e Deir Ezzor con grandi sacrifici delle nostre forze”.

Le forze a guida curda: Silenzio sospetto e assenza ingiustificata della comunità internazionale nei confronti di quanto fatto finora dal governo turco di Erdogan

Le SDF hanno spiegato quello che appare come un congelamento o almeno un drastico ridimensionamento momentaneo dell’operazione Cizire Storm (Al Jazeera) contro lo Stato Islamico a Deir Ezzor con diverse motivazioni. “A causa di oltre 46 giorni di infida aggressione contro la nostra popolazione nel nord della Siria, specialmente ad Afrin e nelle zone circostanti – si legge nel testo -; a seguito dei brutali bombardamenti aerei e terrestri di Ankara che hanno causato decine di vittime innocenti tra i civili”. Inoltre, si sottolinea che la decisione di spostare le forze per combattere contro le truppe di Olive Branch è dovuta “a causa di questa difficile situazione militare e del silenzio sospetto e dell’assenza ingiustificata da parte della comunità internazionale nei confronti di quanto fatto finora dal governo turco di Erdogan”.

Le SDF: L’aggressione di Ankara ad Afrin ha anche riattivato i terroristi dello Stato Islamico, oltre che quelli legati ad al-Qaeda

A questo proposito, le SDF fanno “appello al mondo intero” e sensibilizzano “tutti i governi del mondo libero” che l’aggressione della Turchia “nel nord-ovest della Siria ha riattivato i terroristi dello Stato Islamico”, quasi sconfitti dalle forze a guida curda. A proposito si ricorda che “l’intelligence di Ankara ha diretto le fazioni terroristiche di al-Qaeda (il fronte di Al-Nusra) a Idlib per sradicare quelle restanti rivoluzionarie siriane e rendere la provincia e la campagna occidentale di Aleppo un posto per i terroristi di Al-Nusra”. Inoltre, ha “rivitalizzato lo spirito malvagio del terrorismo del Daesh nella zona occidentale del Paese, come accaduto nell’est”.

I combattenti siriani: Andiamo a combattere Olive Branch per difendere Afrin, campione della democrazia libera

Inoltre, le SDF ricordano che “eravamo fonte di ammirazione per il mondo a causa delle nostre azioni negli ultimi tre anni, che hanno portato a sradicare la cosiddetta capitale dello Stato Islamico a Raqqa, attraverso i sacrifici dei nostri eroi combattenti. Ci rivolgiamo alla comunità internazionale e diciamo che ci troviamo a dover scegliere tra opzioni difficili. L’immobilità della comunità internazionale sull’aggressione turca su Afrin e al suo popolo pacifico – ribadiscono le forze a guida curda – ci spinge a prendere la decisione di spostare le nostre forze che combattono il terrorismo (Daesh) da est della Siria ad ovest” per affrontare Olive Branch. “Perché Afrin è un campione di democrazia libera siriana. Afrin, simbolo della convivenza tra le varie comunità etniche siriane, sta affrontando oggi massacri brutali dovuti all’espansione lasciva turca e alle giustificazioni illogiche”.

Le SDF ai siriani che combattono con i turchi: Il ramoscello d’ulivo è un simbolo di pace, non di guerra. Unifichiamo i nostri sforzi e lavoriamo insieme contro Ankara

“Dopo 46 giorni di aggressione turca, abbiamo deciso di andare ad Afrin per difenderla e proteggere il nostro popolo lì, a seguito dell’incapacità della comunità internazionale di fermare l’aggressione – aggiungono le SDF -. Ci rivolgiamo anche i siriani che prendono parte all’aggressione di Olive Branch e vengono reclutati dall’intelligence di Ankara per combatterci, affinché smettano di combattere gli altri siriani. Il ramoscello d’ulivo è un simbolo di pace, non di guerra. Quindi – prosegue la nota dei combattenti curdi rivolgendosi agli alleati interni di Ankara -, la Siria è la nostra patria, unifichiamo i nostri sforzi e lavoriamo insieme”.

Le forze a guida curda: La Siria è per i siriani e il nostro obiettivo è quello di costruire una casa libera e sradicare il terrorismo

“È un peccato che un siriano uccida il suo fratello siriano per il rispetto degli ordini turchi – sottolinea il comunicato delle SDF -. È vergognoso per noi sollevare le nostre armi l’una contro l’altra. Perché diventate carburante per la guerra contro il vostro popolo? Perché seguite lo stato turco che emette false dichiarazioni e traccia linee rosse da 7 anni? La Siria sarà per i siriani, quindi stringiamoci ancora una mano per la pace e nell’altra mano teniamo un’arma per difenderci da ogni aggressione. La Siria è per i siriani e il nostro obiettivo è quello di costruire una casa libera e sradicare il terrorismo”.

Dopo quanto accaduto è incerto il futuro di Cizire Storm contro Isis a Deir Ezzor, almeno a breve termine

Non è chiaro ora quale sarà il futuro dell’operazione Cizire Storm e della lotta contro lo Stato Islamico a Deir Ezzor, almeno a breve. Con ogni probabilità le SDF manterranno presidi fissi nelle città conquistate dal Daesh. Come peraltro sta già facendo l’esercito siriano (SAA) più a sud nella zona di Abu Kamal (Al Bukamal) al confine con l’Iraq. E’ incerto, invece, se l’offensiva contro Isis proseguirà nella zona di Hajin o si sceglierà solo di consolidare le aree appena prese, in attesa di nuovi ordini o del ritorno dei combattenti a guida curda da Afrin. Nelle ultime ore, infatti, sono partiti alcuni convogli di truppe verso il nord ovest del paese. E nelle prossime ce ne potrebbero essere altri. Intanto, Inherent Resolve continua a bombardare i jihadisti, per mantenere ai massimi livelli il pressing ed evitare che si riorganizzino.

Il comunicato ufficiale integrale delle SDF