Siria, SDF attaccano in contemporanea tutte le roccaforti Isis a Deir Ezzor

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Le SDF di Operation Round Up attaccano in contemporanea tutte le roccaforti Isis a Deir Ezzor. Combattimenti contro lo Stato Islamico alle periferie di Hajin e Sha’fah, mentre a Baghuz sono entrate e hanno già conquistato alcuni edifici

Le SDF stanno attaccando Isis contemporaneamente in tutte le roccaforti a sud di Deir Ezzor. Operation Round up (Jazeera Storm) avanza contro lo Stato Islamico su due assi nella provincia siriana: quello est e quello sud. Il primo è partito da Kishma e vede al momento intensi scontri alle periferie di Hajin e Sha’fah. Il secondo è concentrato a Baghuz. Qui sembra che le forze arabo-curde siano addirittura entrate nella città e vi combattano all’interno. Tanto che avrebbero anche già conquistato alcuni edifici. In tutte le battaglie si registrano decine di miliziani uccisi e altri catturati. Si parla di una ventina di terroristi. Parallelamente alle manovre, i caccia della Coalizione Internazionale forniscono supporto aereo ravvicinato (CAS) alle truppe sul terreno e continuano a bombardare le postazioni Daesh nell’intera area a est dell’Eufrate.

L’esercito siriano (SAA) vuole dividere i miliziani Daesh nel deserto di Badia in 2 gruppi separati e isolati. Per farlo deve conquistare la strada che taglia a metà il quadrante e che porta alla stazione di pompaggio T3

Intanto, prosegue anche l’offensiva dell’esercito siriano (SAA) contro Isis nel deserto di Badia tra Homs e Deir Ezzor. I soldati di Damasco hanno cacciato lo Stato Islamico da Wadi Salhub e Bi’r Hajjah. Ora avanzano sulla strada che taglia a metà il quadrante e che arriva alla stazione di pompaggio T3. Liberarla è, infatti, il primo obiettivo delle truppe per dividere i miliziani Daesh in due sacche di resistenza separate e isolate. Al momento, però, circa 24 chilometri della strada sono ancora in mano ai jihadisti. Inoltre, i militari devono cacciare i terroristi da altre località strategiche: il giacimento di gas di Doubayat e i centri abitati di Bir Naji, Barabij, Sarayim e Nayriyah. A Suweida, invece, è stato appena diffuso un nuovo video degli ostaggi nelle mani di IS, in cui questi chiedono aiuto per la loro liberazione dopo il fallimento delle ultime trattative.