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Siria, SAA lancia offensiva per eliminare Isis a ovest dell’Eufrate

Siria, SAA Lancia Offensiva Per Eliminare Isis A Ovest Dell’Eufrate

L’esercito siriano punta a cacciare Isis da Ad Duwayr per dividere i miliziani in 2 gruppi separati e isolati nella provincia

L’esercito siriano (SAA) a Deir ez-Zor ha lanciato un’offensiva per eliminare Isis dalle ultime zone a ovest dell’Eufrate. I militari di Damasco e i loro alleati stanno agendo su tre assi. Il primo parte da Abu Kamal (Al Bukamal) e si dirige verso nord. Il secondo è nella zona di Al Asharah e punta a sud. Tanto che nelle scorse ore i soldati hanno cacciato i miliziani Daesh da Subaykhan, Dablan e Gharibah. Il terzo e ultimo, infine, sta operando nell’area di Saliniyah. Obiettivo delle truppe è conquistare d Duwayr, dividendo i jihadisti in 2 gruppi separati e isolati. Ciò per dividere Isil in due gruppi separati e isolati. Il primo a est del fiume, nell’area desertica della provincia fino alla base militare T3. Il secondo a ovest, nella Middle Euphrates Valley (MERV), dove si è riunito il grosso delle forze rimasete ai terroristi.

Le SDF scoprono magazzino segreto Daesh di medicinali nell’Ospedale Nazione. I farmaci inviati ad Ain Issa per essere distribuiti ai campi profughi

Intanto, le SDF – oltre a cacciare Isis dai territori a est dell’Eufrate con l’operazione Cizire Storm (Al Jazeera) – proseguono la bonifica di Raqqa dagli ordigni e dalle mine collocate dal Daesh. In una di queste operazioni presso l’ospedale nazionale della città, i combattenti siriani hanno scoperto un grande deposito nascosto di medicinali. Questi erano stati sequestrati alla popolazione civili per essere distribuiti ai jihadisti durante la battaglia nell’ex capitale dello Stato Islamico. Il contenuto del magazzino è stato consegnato alla commissione Sanità del Consiglio Municipale e poi trasferiti ad Ai Issa. Ciò affinché siano distribuiti al più presto a tutte le strutture sanitarie e ai campi profughi della zona. Parallelamente, le SDF lavorano anche per riabilitare al più presto i principali ospedali di Raqqa, in modo che riprendano quanto prima le normali attività.

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