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Siria, riprende il pressing su Daesh a Deir Ezzor. Raid a Baghuz Fawqani

Siria, Riprende Il Pressing Su Daesh A Deir Ezzor. Raid A Baghuz Fawqani

Le SDF a Deir Ezzor, finita la tempesta di sabbia, riprendono l’offensiva contro Isis. Raid a Baghuz Fawqani. Damasco, invece, si prepara agli attacchi in massa a Daraa e Idlib

Le SDF a Deir Ezzor hanno ripreso ad avanzare contro Daesh, dopo la fine della tempesta di sabbia che ha colpito la provincia. Le forze di Jazeera Storm hanno preso di mira lo Stato Islamico a Baghuz Fawqani, col sostegno aereo della Coalizione Internazionale. I caccia di Inherent Resolve, infatti, nelle scorse ore hanno colpito diverse postazioni Isis nella città, che si trova davanti ad Abu kamal (Al Bukamal), sulla sponda est dell’Eufrate. I jihadisti, approfittando del fenomeno meteorologico, avevano schierato diversi cecchini che cercavano di colpire l’esercito siriano (SAA) al di là del fiume e i combattenti arabo-curdi. Molti di questi, però, grazie ai raid sono stati neutralizzati. Damasco, invece, si prepara a dare il via alle maxi offensive contro i miliziani e i ribelli a Daraa e Idlib. Le forze sono sul terreno, pronte a muovere e con i loro obiettivi. Si attente solo l’ordine del governo.

Intanto, l’UE estende di un altro anno le sanzioni al regime siriano

Nel frattempo, l’Unione Europea ha esteso per un altro anno (fino a giugno del 2019) le sanzioni al regime siriano. La motivazione è data dal fatto che Damasco continua le violente repressioni contro la popolazione. A seguito di ciò, a 259 persone fisiche e 67 giuridiche è vietato viaggiare nell’UE e sono stati congelati gli asset detenuti in Europa. Inoltre, prosegue l’embargo sul petrolio, le restrizioni su alcuni investimenti, il blocco dei fondi della Bank of Syria nell’Unione ed è stato imposto il divieti di importare nel paese mediorientale equipaggiamenti o tecniche che potrebbero essere usate per la repressione interna, nonché per monitorare internet e le conversazioni telefoniche. Dal governo di Bashar Assad finora non sono giunti commenti, ma è certo che non tarderanno ad arrivare. Damasco ribadirà l’ingiustizia del provvedimento, ricordando che sta combattendo i ribelli e i terroristi come il Daesh, per riportare la pace nel paese.

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