skip to Main Content

Siria, per la prima volta i Sand Hippos parlano della loro missione anti-ISIS

Siria, Per La Prima Volta I Sand Hippos Parlano Della Loro Missione Anti-ISIS

Nonostante l’offensiva turca nel nord est della Siria, i Sand Hippos continuano la loro missione anti-ISIS. Per la prima volta i “fantasmi” svelano alcuni dettagli dei loro sforzi per scovare i network dello Stato Islamico e i loro simpatizzanti

Nel mezzo dell’offensiva turca nel nord est della Siria, c’è un gruppo che dà la caccia ai miliziani Isis, fuggiti dalle carceri delle SDF. Si chiamano Sand Hippos ed è un’unità segreta e misteriosa di cui si sa molto poco. Sono ignote la nazionalità, la sua composizione e la sua missione. Almeno finora. Per la prima volta, i “fantasmi” – come sono stati soprannominati dalla popolazione locale – hanno deciso di raccontare qualcosa di ciò che fanno. “Al momento ci stiamo focalizzando sui fuggiaschi dello Stato Islamico, evasi dalle carceri del nord della Siria dopo che la Turchia ne ha bombardate diverse – ha spiegato K., uno dei comandanti del team, a La Stampa -. I jihadisti hanno cominciato a muoversi in maniera circolare nell’area, per evitare il più possibile di essere rilevati, in attesa di poter raggiungere le case sicure. Il nostro compito, però, non è attaccarli ma solo seguirli fino alle loro destinazioni. Ciò per comprendere meglio come sono composti i network Daesh e chi sono i loro simpatizzanti”.

La Turchia ha attaccato convenientemente vicino alle basi Usa e alle prigioni, non c’è stato nessun errore. Ankara, infatti, vuole usare Daesh come arma per tenere le SDF impegnate e minare le loro difese dall’interno

Sull’offensiva turca, invece, K. preferisce non esprimersi. Spiega solo “che cerchiamo di operare lontani dalle area di operazioni delle TAF (Turkish Armed Forces)”. Su una cosa, però, non ha dubbi. Ankara “ha attaccato convenientemente le aree vicino alle prigioni e alle basi Usa nel nord della Siria. Non è avvenuto per errore”. Ciò, in quanto i fuggiaschi Isis sono un’ottima arma contro i curdi. I miliziani dello Stato Islamico tengono le SDF impegnate e minano le loro difese dall’interno. I jihadisti, infatti, sono soprattutto foreign fighters e le loro famiglie che, una volta liberi, non sanno dove andare. Alcuni di loro si spostano verso le frontiere con la Turchia o il deserto di Badia al-Sham a sud. Altri, invece, scelgono di ricominciare a combattere contro le forze arabo-curde. Questi, peraltro, cercheranno anche di liberare i loro compagni ancora prigionieri. Soprattutto nel campo di Al-Hol, vicino Hasaka.

Isis non è l’unico nemico per Jazeera Storm e per i curdi nell’est della Siria. I Sand Hippos monitorano anche le milizie pro-Ira, i russi della Wagner e il SAA lungo l’Eufrate

Isis, comunque, non è l’unico nemico per le SDF e i curdi nell’est della Siria a parte la Turchia. Ci sono anche le milizie pro-Iran, molto attive nell’area sud, vicino alle frontiere con l’Iraq ad Abu Kamal e Deir Ezzor. Nel quadrante “c’è un mix di elementi del gruppo Wagner russo, delle milizie pro-Iran e dell’esercito di Damasco (SAA) lungo l’Eufrate – ha sottolineato il comandante dei Sand Hippos -. Stanno incrementando la loro presenza, anche se al momento nessuno si è ancora mosso contro le SDF. Comunque noi li monitoriamo per registrare immediatamente ogni cambiamento nella postura”. I “fantasmi”, infatti, operano in vari distaccamenti, ognuno dei quali con la sua area di operazione e sub-missione. Tanto che al loro interno i team sono ben diversificati e amalgamati. Alcuni, peraltro, li definiscono gli eredi dei Jedburghs, che operavano durante la Seconda Guerra Mondiale. A priori da tutto, comunque, se chiedi ai siriani informazioni su di loro o dove siano, questi mimano con la mano il movimento di un razzo che decolla e rispondono “Whoosh”.

Back To Top