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Siria, nuovi dettagli sui rapporti tra Isis e Turchia da Ain Issa

Siria, Nuovi Dettagli Sui Rapporti Tra Isis E Turchia Da Ain Issa

La NPA trova una testimone della fuga di 785 familiari dei miliziani Daesh dal campo di Ain Issa: L’evasione è stata organizzata. Le “Isis brides” prima si sono fatte trasferire nell’area nord. Poi, cominciati i bombardamenti turchi, hanno chiamato i mariti e sono state prelevate da camion

La fuga delle mogli dei miliziani Isis dal campo delle SDF ad Ain Issa è stata organizzata. Il 12 ottobre, l’offensiva turca nel nord della Siria, ha colpito la struttura permettendo a 785 familiari dei jihadisti dello Stato Islamico di evadere e scomparire nei territori controllati dalle truppe di Ankara. La North Press Agency (NPA) è riuscita a trovare una testimone degli eventi, che ha spiegato cosa è accaduto. Prima le mogli dei terroristi hanno pagato alcuni motociclisti per farsi trasferire nell’area nord della struttura. Poi, una volta cominciati i bombardamenti, hanno attaccato le donne “estranee” presenti nell’area e hanno chiamato i loro mariti con telefoni cellulari, riferendo cosa accadeva passo per passo. Infine, veicoli militari (lei ne ha visto uno) sono entrati all’interno e le hanno prelevate, allontanandosi. La testimone non sa in che direzione, ma si presume verso nord dove sono presenti vari gruppi Daesh.

Le parole della donna, unite a quelle del jihadista dello Stato Islamico catturato recentemente a Raqqa, confermano che tra Isis e la Turchia esiste un legame 

Le parole della donna, unite alla confessione di un fondamentalista catturato recentemente a Raqqa, confermano che tra Isis e la Turchia esiste un legame. Non è chiaro se Ankara sostenga effettivamente lo Stato Islamico, ma è certo che ha avvantaggiato e sfruttato la fuga dei jihadisti dai campi nel nord est della Siria per distrarre le SDF e indebolire le loro difese. Le coordinate delle prigioni curde colpite, infatti, erano ben note a tutti. Perciò, non ci potevano essere errori nella selezione del bersaglio. Inoltre, c’è il fatto che i miliziani Daesh evasi non si sono diretti in massa a sud come si riteneva in principio. La maggior parte di loro, invece, è rimasta nascosta nella zona al confine con il paese vicino. Probabilmente in attesa di ricevere sostegno e risorse. Non a caso, l’ultima serie di operazioni curde e di Inherent Resolve ha permesso di scovarne molti.

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