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Siria, non ci sarà nessuna riduzione delle forze di Inherent Resolve

Inherent Resolve alle SDF: Non ci sarà nessuna riduzione di forze nell’Est della Siria. La missione contro Isis ancora non è conclusa 

Non ci sarà nessuna riduzione delle forze di Inherent Resolve in Siria. Lo ha garantito alle SDF il vice comandante della Coalizione anti-Isis, il generale Kevin Copsey. L’alto ufficiale ha ricordato che non si è ancora conclusa la missione per sconfiggere IS. Inoltre, ha spiegato che il ritiro parziale dei militari Usa dall’Iraq è scollegato da quelli nel paese vicino. La conferma, peraltro, viene dal campo. Negli ultimi giorni, infatti, si sono moltiplicate le operazioni congiunte contro le cellule dei jihadisti, soprattutto a Deir Ezzor. Inoltre, recentemente sono arrivati nel quadrante nuovi assetti ed equipaggiamenti. Segno che non solo i soldati internazionali rimarranno. Ma che forse potrebbero anche aumentare, proprio grazie al disimpegno parziale in Iraq. Su questo, però, non ci sono dettagli, ma solo indiscrezioni su una possibile surge. Non tanto a livello quantitativo, ma più che altro qualitativo.

Intanto, l’Iran cerca di estendere l’influenza a ovest di Deir Ezzor con i reclutamenti nelle milizie

Intanto, l’Iran cerca di estendere la sua influenza nell’Est della Siria, anche dopo il recente raid contro le sue milizie ad Abu Kamal (Deir Ezzor). Teheran ha avviato una massiccia campagna di reclutamenti a livello locale, offrendo salari di 200 dollari al mese per chi si arruolerà nelle brigate al-Fatemiyoun, al-Zainabiyoun e Baqir. L’obiettivo è duplice: da una parte rafforzare il controllo nei villaggi dell’area occidentale della provincia, incrementando allo stesso tempo le protezioni contro i raid Isis e le conversioni dei gli abitanti locali da sunniti a sciiti. Dall’altra, spiare i “nemici” aEst dell’Eufrate e condurre campagne di disturbo per minare l’immagine delle SDF e di Inherent Resolve. Non a caso, tempo fa fu arrestata una cellula di jihadisti che addiceva i leader locali, cercando di far ricadere la colpa sulle forze arabo-curde.

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