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Siria, nemmeno la Russia riesce a sconfiggere Isis nel deserto di Badia

Nemmeno la Russia riesce ad aiutare l’esercito siriano (SAA) a fermare le imboscate Isis a ovest di Deir Ezzor. L’ultima è avvenuta tra Homs e Raqqa dopo i raid dei caccia di Mosca

Nemmeno i raid aerei russi nel deserto di Badia sono riusciti a fermare le imboscate dei miliziani Isis contro l’esercito siriano (SAA) a ovest di Deir Ezzor. Solo poche ore fa c’è stato un nuovo attacco a sorpresa dei jihadisti, che secondo fonti locali ha causato quattro morti e cinque feriti tra i soldati. L’area coinvolta è Bir Rahmon, al confine tra i governatorati di Homs e Raqqa, proprio dove i caccia di Mosca avevano effettuato violenti bombardamenti solo la settimana scorsa. Peraltro, come le precedenti occasioni, i militari sono dovuti fuggire velocemente e i terroristi hanno così rubato diverse armi leggere, munizioni e un pick up dotato di una mitragliatrice. Il raid non è stato ufficialmente rivendicato da IS ma il modus operandi e la tempistica lasciano pochi dubbi su chi sia il responsabile.

L’area coinvolta conferma che IS si sta spostando verso il centro del paese, grazie a gruppi e centri di comando mobili. L’unica strada per fermarli è usare illuminatori sul terreno

Il raid Isis contro il SAA a Bir Rahmon, peraltro, confermano anche un segnale preoccupante: i jihadisti da ovest di Deir Ezzor stanno cominciando a spostarsi, estendendo l’area di influenza verso Homs e Raqqa. La loro strategia è anticipare i movimenti dei soldati, colpendo i convogli in movimento soprattutto su percorsi e piste obbligate. Gli attacchi IS avvengono in tre modi: con ordigni (IED) comandati a distanza da trigger man o attivati in automatico dal passaggio dei mezzi, con imboscate mordi e fuggi o con veri e propri attacchi massicci a sorpresa. Damasco ha chiesto aiuto alla Russia per eliminare la minaccia e i caccia di Mosca effettuano periodici bombardamenti. Ma, senza “illuminatori” (Terminal Air Controller, TAC) sul terreno è impossibile annientare i terroristi. Questi, infatti, si spostano continuamente e sono coordinati da centri di comando mobile, nascosti a bordo di camion, anch’essi sempre in movimento.

 

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