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Siria, maxi operazione delle SDF contro le cellule dormienti Isis a Raqqa

Siria, Maxi Operazione Delle SDF Contro Le Cellule Dormienti Isis A Raqqa

Le SDF hanno lanciato a Raqqa una maxi operazione per smantellare le cellule dormienti Isis. Per ora Jazeera Storm ne ha fermate sei, ma la caccia ai jihadisti dello Stato Islamico continua. Anche a Deir Ezzor

Le SDF hanno lanciato a Raqqa una maxi operazione contro le cellule dormienti Isis a Raqqa, dopo il fallito attacco al quartier generale di Jazeera Storm nella città. La scorsa settimana un commando di almeno quattro elementi dello Stato Islamico aveva cercato di irrompere nell’edificio, ma era stato respinto con successo. Poi, per evitare la cattura, i jihadisti si erano fatti esplodere causando vittime. A seguito di ciò, i combattenti siriani hanno organizzato una serie di rastrellamenti mirati che finora hanno portato allo smantellamento di sei gruppi di miliziani. Obiettivo delle manovre, in corso anche a Deir Ezzor (soprattutto a Baghouz) è a breve termine eliminare la capacità di Daesh di compiere attacchi e attentati. A medio, la possibilità per i fondamentalisti di riorganizzarsi. Parallelamente, proseguono le operazioni di sminamento delle ultime aree liberate dai terroristi, per permettere agli abitanti locali di tornare alle loro case quanto prima.

Jazeera Storm vuole bloccare l’onda crescente di attacchi mordi e fuggi di Daesh, cominciata dopo la sconfitta finale a Baghouz

I miliziani Isis, infatti, hanno aumentato gli attacchi nell’est della Siria, passando (come previsto) a tecniche di guerriglia come le azioni mordi e fuggi. I jihadisti dello Stato Islamico usano soprattutto ordigni artigianali (IED) e in piccoli gruppi assaltano di notte i check point delle SDF. Per muoversi e nascondersi, infine, sfruttano reti di supporter locali. Jazeera Storm si aspettava questa trasformazione e, subito dopo aver liberato Baghouz, ha dato il via a una grande caccia all’uomo in tutta l’area. Gli obiettivi, peraltro, non sono solo le cellule dormienti Daesh, ma anche i loro fiancheggiatori e i transfuga di medio e alto profilo. Questi puntano in due direzioni: a ovest, verso il deserto di Badia Al-Sham, e a est, al confine con l’Iraq. Per coprire i trasferimenti, come si è visto nel caso dell’operazione Al-Abra, vengono effettuati attacchi altrove come diversivo.

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