skip to Main Content

Siria, l’ultima arma di Isis contro le SDF a Deir Ezzor sono le moto

Siria, L’ultima Arma Di Isis Contro Le SDF A Deir Ezzor Sono Le Moto

L’ultima arma di Isis contro le SDF a Deir Ezzor sono le moto. Lo Stato Islamico le ha usate per massacrare e rapire civili inermi ad Al-Bahra, approfittando della tempesta di sabbia. Ma la tattica, appena finito l’evento atmosferico, sarà inefficace

L’ultima arma di Isis a Deir Ezzor contro le SDF sono le motociclette. I miliziani delle Stato Islamico lo hanno confermato nei loro attacchi a Operation Round Up (Jazeera Storm) durante la tempesta di sabbia, che sta investendo la provincia siriana. I jihadisti ne fanno grande uso, in quanto sono veloci e maneggevoli, contro un nemico che si muove con assetti pesanti, e quindi più lenti. Le moto sono servite per azioni mordi e fuggi (hit and run), con la copertura a distanza dei pick-up dotati di lanciarazzi, cannoni e mitragliatrici. Grazie a esse, hanno effettuato raid nei pressi di Hajin, uccidendo soprattutto civili indifesi nel campo di Al-Bahra e rapendone altri. La forza arabo-curda, comunque, è riuscita ad evacuare la maggior parte degli sfollati in zone sicure. Conclusa la tempesta, però, la situazione cambierà. I mezzi a due ruote Daesh, infatti, saranno inefficaci contro i combattenti siriani.

I miliziani Daesh hanno attaccato Jazeera Storm anche in altre zone della provincia siriana, sempre respinti. L’offensiva in massa a sorpresa, peraltro, è un segno di debolezza. I jihadisti hanno paura perché le SDF si avvicinano troppo al loro “core”

Le SDF intanto anche migliorando le difese delle strutture fisse e mobili per evitare che un evento simile si ripeta. Inoltre, si stanno adottando contromisure specifiche contro la nuova tattica Isis, che comunque è stata respinta e ha causato perdite anche tra i jihadisti. Sono almeno 20 i corpi di miliziani dello Stato Islamico ritrovati presso Al-Bahra. L’aggressione improvvisa è un segnale chiaro che i combattenti siriani si stanno avvicinando troppo rapidamente al “core” delle zone controllate da Daesh. Questi ultimi hanno inviato numerosi elementi in giro per la zona, sguarnendo e difese delle roccaforti (Hajin, Sha’Fah e Susah). Ciò, nonostante l’elevato rischio di subire un contrattacco, che avrebbe avuto esiti catastrofici. Di conseguenza, ora, tentano il tutto e per tutto per fermare il nemico, prima che sia troppo tardi.

Back To Top