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Siria, l’offensiva SDF contro ISIS nella MERV arriva nel deserto di Rawdah

Siria, L’offensiva SDF Contro ISIS Nella MERV Arriva Nel Deserto Di Rawdah

L’offensiva delle SDF contro Isis nella Middle Euprates Valley (MERV) a Deir Ezzor arriva nel deserto di Rawdah. Obiettivo: creare due aree separate e isolate, in cui chiudere Daesh

L’offensiva delle SDF contro Isis nella Middle Euprates Valley (MERV) a Deir Ezzor arriva nel deserto di Rawdah. Le forze dell’operazione Round Up stanno avanzando contro lo Stato Islamico nell’area e conquistando alcuni villaggi. L’obiettivo è arrivare al più presto al confine tra la Siria e l’Iraq, in modo da dividere la sacca di resistenza del Daesh in due entità distinte, separate e isolate. Finora sono stati eliminati numerosi miliziani, nonché sequestrate armi ed equipaggiamenti (molti apparati di comunicazione). Alle manovre partecipano anche le ISF di Baghdad, che pattugliano l’altro lato della frontiera per prevenire fughe o tentativi di infiltrazione dei jihadisti e attaccano le loro postazioni difensive con l’artiglieria. La Coalizione Internazionale, invece, fornisce alle truppe arabo-curde supporto aereo ravvicinato (CAS) e monitora l’area dal cielo. Sull’asse nord dell’operazione, invece, si combatte a Sawh Al-Buwafru.

L’esercito siriano (SAA) lancia l’attacco di terra contro lo Stato Islamico a ovest di Daraa. Primo step: prendere Tasil e poi dirigersi a sud

Più a occidente l’esercito siriano (SAA) ha cominciato l’offensiva di terra contro Isis a ovest di Daraa. I militari, che puntano ad attaccare Daesh a Tasil al più presto, hanno già cacciato i miliziani da Tell Al-Bahsa, Tell Ashtara e Khirbat Al-Tira. Inoltre, tengono sotto costante pressing la città con bombardamenti continui, per non permettere ai jihadisti di organizzare le difese. Questi sono spinti sempre più a sud verso il confine con la Giordania e Israele. Tanto che la nuova roccaforte dello Stato Islamico nella zona è diventata Hayt (Heet). Intanto, il Paese ebraico rinforza le difese, soprattutto sulle Alture del Golan, dove c’è lo stato di massima allerta. Non si vuole correre il rischio di attacchi, infiltrazioni o che qualcuno invii droni a spiare sul territorio nazionale, come avvenuto anche recentemente. Tanto che i caccia israeliani più volte sono intervenuti in Siria contro basi iraniane in risposta agli episodi.

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