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Siria, lo Stato Islamico cerca di rialzare la testa contro le SDF

Lo Stato Islamico cerca di rialzare la testa contro le SDF nell’Est della Siria. Attacchi IS da Raqqa a Deir Ezzor

Lo Stato Islamico nell’Est della Siria, da Raqqa a Deir Ezzor, cerca di rialzare la testa contro le SDF. Un gruppo di jihadisti ha attaccato le forze curde a Shahil. Inoltre, ha teso un’imboscata a una pattuglia che trasportava i feriti in ospedale. Gli spari, come hanno affermato diversi testimoni, provenivano dall’interno della struttura. La tecnica è la stessa usata dai terroristi durante gli assedi a Mosul e Raqqa: colpire dall’interno di edifici “critici” come ospedali e moschee, in modo che il nemico non possa reagire come dovrebbe. Nei giorni precedenti, invece, i miliziani IS hanno preso di mira l’aeroporto di Tabqa, uccidendo due militari curdi con pistole dotate di silenziatore, prima di essere scoperti e messi in fuga. Parallelamente, hanno anche lanciato razzi sul quartier generale delle SDF a Busayrah, causando solo danni materiali all’edificio.

I terroristi devono cercare di fermare l’offensiva curda e di Inherent Resolve contro il suo network logistico, che mette a rischio la sopravvivenza del gruppo nell’area e potrebbe causare problemi a Ovest dell’Eufrate

L’incremento di attacchi dello Stato Islamico contro le SDF ha un motivo preciso. I jihadisti devono reagire all’offensiva delle forze curde e di Inherent Resolve contro il loro network logistico e di sostegno nell’Est della Siria, che sta mettendo a rischio la sopravvivenza del gruppo. Nell’ultimo periodo, infatti, i raid nemici sono aumentati e divenuti sempre più precisi. Non solo a Deir Ezzor, ma anche a Raqqa e ad Hasaka, al confine con l’Iraq. Di conseguenza, i miliziani IS devono cercare in ogni modo di bloccare questo trend. Questi, peraltro, temono che potrebbero determinare effetti negativi anche ad Ovest dell’Eufrate, quadrante dove oggi i terroristi sono ancora in vantaggio rispetto all’esercito siriano (SAA), nonostante questo riceva aiuto dalla Russia e dalle milizie filo-Iran.

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