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Siria, lo Stato Islamico a Deir Ezzor è sempre più pressato dai raid aerei

Siria, Lo Stato Islamico A Deir Ezzor è Sempre Più Pressato Dai Raid Aerei

Inherent Resolve attacca Isis in più zone a Deir Ezzor, mentre le SDF avanzano. Parallelamente, nelle aree liberate dal Daesh si torna a vivere

Giornata di raid intensi della Coalizione Internazionale contro lo Stato Islamico a sud di Deir Ezzor. I caccia di Inherent Resolve hanno effettuato diversi raid contro postazioni Daesh nella zona. In particolare ad Hajin, dove le SDF di Cizire Storm (Al Jazeera) stanno stringendo l’assedio sulla città, e a Sha’Fah. In tutti i casi ci sono state vittime tra i jihadisti. L’obiettivo è indebolire le difese di Isis e impedire che i terroristi lancino attacchi contro i combattenti siriani, come avvenuto qualche giorno fa. Intanto, le forze a guida curda stanno consolidando le recenti conquiste nella zona e operano per ripristinare condizioni di vita sicure per la popolazione. Bahrah è stata quasi completamente bonificata, tanto che stanno cominciando a tornare gli abitanti locali. Inoltre, il Civil Council del governatorato ha inviato team tecnici ad Abu Hammam e al-Kishkiyah, per ripristinare i generatori delle pompe dell’acqua per l’irrigazione dei campi nell’area.

L’esercito siriano continua a Ghouta l’offensiva contro Jaysh al-Islam e la comunità internazionale si muove per portare aiuto ai civili intrappolati

Intanto l’esercito siriano (SAA) continua ad attaccare i ribelli di Jaysh al-Islam a Ghouta orientale da due assi. Il primo è quello di Harasta. L’obiettivo dei soldati è circondare la città per poi conquistarla. Il secondo è Hawsh Dawahirah. Qui le Tiger Forces hanno istituito una base presso una scuola per bombardare a distanza le posizioni della formazione antagonista dello Stato Islamico. Parallelamente, Damasco continua a bombardare tutta l’area nonostante le richieste dalla comunità internazionale di prolungare la tregua umanitaria all’interno del quadrante stabilita in ambito ONU. Questa, infatti, è di appena 5 ore al giorno, considerate non sufficienti per l’evacuazione dei civili e dei feriti, che rimangono intrappolati nel quadrante. Senza contare che entrambe le parti denunciano ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte del nemico. Le Nazioni Unite comunque non demordono e stanno trattando per ottenere un permesso di portare aiuti ai civili a Duma.

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