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Siria, le SDF prendono di mira le reti di contrabbandieri Isis sull’Eufrate

Le SDF prendono di mira le reti di contrabbandieri Isis sull’Eufrate. Raids con Inherent Resolve a Shahil, Theban e Tal Tamis, al confine con l’Iraq

Le SDF prendono di mira la rete di contrabbando Isis nell’Est della Siria, attraverso l’Eufrate. Nelle scorse ore le forze curde hanno effettuato un raid a Theban, scontrandosi con i jihadisti. In precedenza avevano attaccato col supporto di Inherent Resolve un gruppo di miliziani IS a Shahil che operava lungo il fiume, arrestandone quattro. Ancora prima le forze speciali locali avevano catturato un trafficante a Tal Tamis, al confine con l’Iraq. Questo era specializzato nel far evadere i terroristi dal campo di Al-Hol e nel trasportarli fino al paese vicino. Il traffico di armi, equipaggiamenti e uomini dello Stato Islamico, che da ovest poi si insediano a Deir Ezzor o cercano di arrivare nella nazione confinante passa soprattutto da Busayrah, Shahil e Dhiban. Il network è molto ampio e in continua evoluzione. Non a caso i combattenti siriani effettuano operazioni ricorrenti nel quadrante.

Le forze curde, però, lanciano parallelamente l’allarme sulla sicurezza nel campo di Al-Hol. La situazione si sta deteriorando, IS è ancora molto attivo all’interno

Parallelamente, però, le SDF lanciano l’allarme sulla situazione nel campo di Al-Hol. La struttura, in cui sono rinchiusi migliaia di miliziani Isis e le loro famiglie, è sempre meno sicura anche se le forze curde hanno rafforzato la vigilanza. Negli ultimi tempi c’è stata, infatti, un’escalation di omicidi. Ciò in quanto i jihadisti IS all’interno sono ancora molto attivi e cercano di imporre la loro egemonia ai civili. Spesso, peraltro, sono proprio le mogli (Isis brides) dei terroristi il pericolo maggiore. Queste predicano la propaganda del gruppo anche ai bambini e puniscono duramente chi si ribella, a prescindere dal sesso e dall’età. L’autorità del Kurdistan sta cercando una soluzione per trasferire circa 1.000 ospiti della struttura, considerati a basso rischio, lontani dagli estremisti. A proposito si lavora a un programma di riabilitazione e reinserimento nella società, con la collaborazione delle tribù che vivono nel Kurdistan siriano.

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