Siria, le SDF conquistano il cuore dei miliziani Isis a Deir Ezzor con l’umanità

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I miliziani Isis hanno rivelato alle SDF di Operation Round Up l’ubicazione di mine e ordigni nascosti a Deir Ezzor. Ciò a seguito del fatto che sono stati trattati umanamente e con rispetto nelle prigioni curde

Le SDF a Deir Ezzor hanno avuto una vittoria senza precedenti su Isis. Non tanto dal punto di vista militare, ma soprattutto da quello umano. Le forze dell’Operazione Round Up (Jazeera Storm) sono riuscite a persuadere i jihadisti dello Stato Islamico catturati a rivelare loro dove sono state disseminate le distese di mine e ordigni artigianali (IED) presso i villaggi della regione. Lo hanno fatto, peraltro, senza ricorrere alla violenza. Anzi usando “l’arma” opposta. Quella del rispetto dei diritti, anche se del nemico e nel caso questo si trovi in condizioni di prigionia. A convincere i miliziani Daesh a parlare, infatti, è stato il trattamento equo e umano che hanno ricevuto nelle carceri curde. Ciò ha inoltre fatto sì che i fondamentalisti abbiano cominciato un percorso di riabilitazione. Di fatto, nell’est della Siria la violenza e la barbarie hanno perso contro l’umanità.

Nel frattempo, l’esercito siriano (SAA) lancia l’offensiva contro lo Stato Islamico a Suweida. Distrutto anche un convoglio Daesh che tentava la fuga

Intanto, a sud ovest del paese l’esercito siriano (SAA) ha lanciato l’offensiva di terra contro Isis a Suweida. Le manovre hanno preso il via a seguito delle trattative tra il regime di Assad e i fondamentalisti per una resa in cambio della vita. Dopo una serie di intensi bombardamenti sulle postazioni dello Stato Islamico, sono intervenuti i soldati. Questi in poche ore, operando dall’asse di Shannan Al-Asfar, sono avanzati 11 chilometri all’interno del territorio controllato dal Daesh, arrivando anche a istituire degli avamposti militari. Nel loro percorso i soldati hanno conquistato Maghr Mesaleh, Tal Razin, Ghbshe, Maghr Malha e Shibki. Inoltre, i caccia di Damasco hanno distrutto un convoglio di mezzi dei jihadisti che cercava di allontanarsi dall’area. Come altrove, i miliziani tentavano la fuga presumibilmente verso una delle due ultime zone controllate in Siria: il deserto di Badia o la striscia tra Hajin e Harse a Deir Ezzor.