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Siria, le SDF attaccano Isis presso Ash Shajlah a Deir Ezzor

Siria, Le SDF Attaccano Isis Presso Ash Shajlah A Deir Ezzor

Le SDF lanciano l’attacco ad Ash Shajlah, dopo aver liberato Baghuz da Isis in soli 3 giorni di combattimento. Intanto bonificano le sacche di resistenza dello Stato Islamico nella zona

Le SDF a Deir Ezzor attaccano Isis presso Ash Shajlah. Le truppe di Operation Round Up (Jazeera Storm) sono avanzate fino ai margini della città, lasciando alcune unità a Baghuz per completare la bonifica delle ultime sacche di resistenza dello Stato Islamico. In città sono rimasti pochi miliziani, nascosti nelle case, che cercano disperatamente di fuggire verso il nord della provincia siriana. Tanto che le forze arabo-curde ne hanno eliminato 19 nella zona che collega i due centri abitati. Intanto, bonificano il territorio dalle mine e dagli ordigni improvvisati (IED) disseminati da Daesh per rallentare i movimenti del nemico. Questi, però, si sono rivelati insufficienti. I combattenti siriani, infatti, hanno liberato la roccaforte dopo appena tre giorni di battaglia, seppur intensa, con un bilancio di poche vittime. IS, invece, ha perso decine di miliziani, ai quali si aggiungono quelli catturati e chi si è arreso.

Continuano ad Hajin le rese di massa dei miliziani Daesh. nelle ultime 48 ore in almeno 50 si sono consegnati a Operation Round Up (Jazeera Storm)

Intanto ad Hajin continuano le rese di massa dei miliziani Isis alle SDF. Nelle ultime 48 ore sono almeno 50 i jihadisti dello Stato Islamico che hanno scelto di deporre le armi e di consegnarsi ai combattenti siriani. Operation Round Up continua ad avanzare ai margini della città e lo spazio di manovra per Daesh si riduce ogni giorno di più. La rete di tunnel dei terroristi, gli IED e i cecchini portano loro alcuni vantaggi, ma non riescono ad arrestare l’offensiva. Le forze arabo-curde, infatti, hanno rallentato le manovre ma non le hanno fermate. Procedono con cautela sia per evitare le mine sia per aiutare i civili a fuggire dalla zona di scontri, attraverso i corridoi umanitari creati in precedenza. A oggi oltre un migliaio di abitanti locali è riuscito a lasciare la città e a essere trasferito al sicuro presso i campi ad Al-Bahra.

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