Siria, le SDF assediano Isis a Toymeen al confine con l’Iraq

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Le SDF a Deir Ezzor hanno assediato Isis nella città di Toymeen, nella Middle Euphrates Valley (MERV) al confine tra Siria e Iraq. Intanto le ISF sigillano le frontiere tra i due paesi ad Anbar

Le SDF a Deir Ezzor hanno assediato Isis nella città di Toymeen, nella Middle Euphrates Valley (MERV) al confine tra Siria e Iraq. L’operazione Round Up ha cacciato lo Stato Islamico dai villaggi circostanti, agendo su due assi. Questi poi si sono riuniti alle porte della roccaforte Daesh. L’invasione del centro è prevista nelle prossime ore, anche se potrebbe slittare per la necessità delle forze arabo-curde di coordinarsi con le ISF. In particolare si lavora per aprire corridoi umanitari, per far defluire la popolazione locale e allo stesso tempo chiudere ogni possibile via di fuga ai miliziani. Sia all’interno del paese sia in direzione dell’Iraq. Parallelamente, le truppe di Baghdad hanno rinforzato le frontiere tra Anbar e il sud della Siria, dotandole di sistemi di sicurezza e sorveglianza all’avanguardia. Da barriere elettrificate a telecamere termiche, passando per torri di guardia, armi controllate a distanza e pattuglie 24 ore su 24.

Da Raqqa Human Rights Watch (HRW) chiede aiuto internazionale per dare un’identità alle vittime nelle fosse comuni Daesh. Finora ne sono state scoperte 9 nell’ex capitale dello Stato Islamico in Siria

Intanto, le organizzazioni umanitarie chiedono indagini approfondite sulle fosse comuni di Isis scoperte a Raqqa. In particolare, Human Rights Watch (HRC) fa sapere di aver bisogno di aiuto internazionale per identificare le vittime uccise dai jihadisti dello Stato Islamico e seppellite in grandi gruppi, nonché per preservare le prove dei crimini di guerra e contro l’umanità del Daesh. Finora ne sono state trovate nove nella provincia siriana, ognuna delle quali contiene centinaia di corpi. Una di queste, peraltro, è stata rinvenuta ad aprile sotto un parco giochi presso l’ospedale della città. Al suo interno ci sono i resti di 553 siriani, a cui finora non è stato possibile dare un’identità. Perciò, c’è bisogno soprattutto di assistenza forense e tecnica, che da una parte fornisca elementi per dare risposte alla famiglie dei dispersi. Dall’altra, preservi le prove dei massacri perpetrati dai miliziani.