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Siria, le SDF arrestano il capo del gruppo ISIS più pericoloso a Shaddadi

Siria, Le SDF Arrestano Il Capo Del Gruppo ISIS Più Pericoloso A Shaddadi

Le SDF a Marqadah hanno arrestato il capo del gruppo Isis più pericoloso a Shaddadi. Si chiama Khalil Hama Hamadah, è un ex soldato iracheno e ha legami con i vertici dello Stato Islamico ad Hasaka

Le SDF hanno assetato un duro colpo a Isis nell’Est della Siria, arrestando un alto comandante a Marqadah. Si chiama Khalil Hama Hamadah e guidava la cellula dello Stato Islamico più pericolosa a Shaddadi, responsabile di numerosi attacchi nell’area. Sia contro Jazeera Storm sia contro la popolazione. L’uomo era un ex membro dell’esercito iracheno, un esperto di esplosivi e aveva stretti legami coi vertici Daesh di Hasaka. La sua cattura riduce drasticamente la capacità operativa IS di compiere attentati in tutta la provincia. Inoltre, grazie alle informazioni trovate in suo possesso, le forze arabo-curde potranno ricostruire la catena di comando dei terroristi e dare la caccia ai jihadisti latitanti. Sembra, infatti, che il comandante dei miliziani avesse con se diversi documenti, giudicati di primario interesse dall’intelligence locale.

A Raqqa è in vista un nuovo blitz di Jazeera Storm. Probabilmente è la prosecuzione di quello che ha portato alla cattura della cellula di assassini Daesh, che operava anche a Tabqa

Intanto, si preannuncia una nuova operazione delle SDF a Raqqa per stanare una cellula Isis. Dalle scorse ore si sta registrando un’intensa attività aerea attorno e sulla città. Segno che Jazeera Storm e gli alleati internazionali si stanno preparando a effettuare un blitz contro elementi dello Stato Islamico. Probabilmente si tratta della prosecuzione degli arresti effettuati nei giorni scorsi. Le forze arabo-curde, infatti, avevano catturato un gruppo di sei miliziani Daesh, responsabili della maggior parte degli omicidi mirati tra Tabqa e Raqqa. I jihadisti avevano poi confessato i loro crimini, spiegando anche il loro modus operandi: da come si procuravano armi ed esplosivi fino alla scelta dei bersagli. Di conseguenza, potrebbero aver fornito i nomi di eventuali complici o facilitatori, che operano nella stessa area. 

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