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Siria, le SDF arrestano facilitatore che portava in Iraq i fuggiaschi Isis di Al-Hol

Siria, Le SDF Arrestano Facilitatore Che Portava In Iraq I Fuggiaschi Isis Di Al-Hol

Le SDF hanno arrestato a Dashisha un facilitatore, che trasportava in Iraq i miliziani Isis fuggiti dal campo di Al-Hol. La sua cattura, avvenuta a Dashisha, causa forti ripercussioni sul traffico di miliziani dello Stato Islamico tra i due paesi

Le SDF assestano un altro duro colpo a Isis sul versante della logistica nell’Est della Siria. Le forze curde, insieme a Inherent Resolve, hanno catturato un uomo, che si occupava di esfiltrare i jihadisti dello Stato Islamico, fuggiti dal campo di Al-Hol ad Hasaka. La struttura oggi ospita circa 73.000 membri Daesh e le loro famiglie. Il jihadista è stato arrestato a Dashisha e si chiamava Shawaysh al-Airash, alias Shawaysh Sattam Saud al-Airash al-Thabti al-Shammari. Faceva parte di un grande network che trasportava gli evasi in Iraq. La sua cattura causa forti ripercussioni sul traffico di combattenti IS tra i due paesi, in quanto al-Airash era uno degli elementi-chiave- Inoltre, è a conoscenza di molte informazioni preziose, che potrebbero fare la differenza nelle operazioni per fermare ciò che rimane del “Califfato” nella nazione.

Daesh prova a reagire aumentando gli attentati con gli IED. Obiettivi: “disturbare” il nemico, mostrare alla popolazione che i jihadisti non sono finiti e prendere tempo. La strategia ricalca quella di al-Qaeda in Iraq (AQI), da cui è nato IS

Isis sta cercando di reagire all’offensiva delle SDF e della Coalizione Internazionale nell’Est della Siria aumentando gli attentati. L’ultimo è avvenuto a Raqqa e ha preso di mira le basi delle forze curde. In tutti i casi, però, lo Stato Islamico impiega ordigni artigianali (IED). Che siano nascosti ai lati delle strade o all’interno di veicoli. Ciò è un segnale molto chiaro sul fatto che Daesh è in forte crisi ed è a corto di risorse. Di conseguenza, non può permettersi di sacrificare jihadisti in attacchi, la cui loro presenza non è più che necessaria. L’obiettivo è “disturbare” il nemico, spaventare la popolazione (mostrando che i miliziani non sono ancora finiti) e prendere tempo per riorganizzarsi. Peraltro, la nuova strategia ricalca quella usata da al-Qaeda in Iraq (AQI), gruppo terroristico da cui è nato IS. Questo elemento fa ipotizzare che tra i comandanti superstiti e attivi ci sia ancora qualche veterano dell’Iraq.

Photo Credits: SDF

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