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Siria, le SDF a Deir Ezzor sventano un maxi attentato Isis

Siria, Le SDF A Deir Ezzor Sventano Un Maxi Attentato Isis

Le SDF a Deir Ezzor sventano un maxi attentato Isis. Jazeera Storm intercetta e disinnesca un camion cisterna con oltre 500 chili di C-4. Il mezzo doveva esplodere tra Shanan e Abu Hamam, come vendetta per la caccia alle cellule Daesh

Le SDF a Deir Ezzor hanno sventato un maxi attentato di Isis, intercettando un camion cisterna carica di esplosivi alla periferia di Hajin. Secondo quanto ha fatto sapere Jazeera Storm il camion apparteneva ai miliziani dello Stato Islamico e conteneva circa 21 galloni di C-4. Ognuno di questi pesava più o meno 25 chili. Complessivamente, perciò c’erano oltre 500 chili di materiale esplodente ad alto potenziale, cinque volte più potente del tritolo. Il carico era destinato a un attacco spettacolare che i jihadisti Daesh dovevano lanciare contro le forze arabo-curde o un bersaglio simbolico tra Shanan e Abu Hamam. Non è chiaro invece quale fosse il bersaglio esatto. Di certo c’è che l’azione era considerata la vendetta dei terroristi per la campagne di caccia alle cellule IS che i combattenti stanno portando avanti in tutto l’Est della Siria.

Le forze arabo-curde sanno che la guerra contro Daesh non è finita e che bisogna operare affinché il gruppo non si riorganizzi. Aumentano gli arruolamenti nelle accademie nell’Est della Siria. Negli ultimi mesi si sono diplomati oltre mille combattenti delle SDF

Intanto, le SDF continuano ad addestrare nuove reclute nelle varie accademie sparse nell’Est della Siria. Queste dovranno rinforzare i ranghi delle forze arabo-curde sia nella lotta a Isis sia nella protezione del territorio contro possibili invasioni turche e delle truppe di Damasco. Negli ultimi mesi oltre mille combattenti hanno completato l’addestramento e hanno raggiunto varie unità. Le principali città nelle tre province (Raqqa, Deir Ezzor e Hasaka) hanno una propria forza combattente, che garantisce la sicurezza a livello locale. Soprattutto contro le incursioni dei miliziani dello Stato Islamico nei villaggi circostanti o i loro attacchi terroristici. Il pensiero comune, infatti, è che Daesh è stato sconfitto ma non è morto. Di conseguenza, è necessario operare affinché non si possa riorganizzare e aumentare così il livello di minaccia.

Photo Credits: SDF

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