Siria, le SDF a Deir Ezzor puntano Daesh a Dashisha. Giallo sul ruolo dell’Italia

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Le SDF a Deir Ezzor sono a pochi chilometri dal Daesh a Dashisha e si preparano ad attaccare la città, vicino al confine con l’Iraq

Le SDF a Deir Ezzor sono a pochi chilometri dalla roccaforte del Daesh a Dashisha e si apprestano ad attaccarla. Questa è strategica, in quanto è nel pieno della Middle Euphrates Valley (MERV) sulla strada che porta a Makhfar Tall Asfuk, al confine tra Siria orientale e l’Iraq. Nella zona c’è un’importante presenza di miliziani dello Stato Islamico. Tanto che è oggetto di bombardamenti periodici sia della Coalizione Internazionale sia dei caccia di Baghdad. Nell’area i miliziani Isis sono sotto attacco da tre fronti (nord, ovest e sud) e le forze arabo-curda avanzano rapidamente. Nelle ultime ore, infatti, è stato conquistato il villaggio di al-Facka, che si aggiunge ai tre presi ieri dall’operazione Round Up (Jazeera Storm). Inoltre, sono stati eliminati 26 jihadisti, tra cui un loro importante comandante, di cui però al momento non si conoscono ulteriori dettagli.

Giallo su un Tweet dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR): All’operazione contro Isis partecipano forze aree di Italia, Francia e Usa. Notizia travisata o cambio di passo del nostro paese nel contrasto allo Stato Islamico?

Sull’operazione delle SDF contro Daesh a Dashisha, però, c’è un mistero. L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR) nelle scorse ore ha pubblicato un Tweer sulle manovre, in cui afferma che alle manovre partecipano anche forze militari di altre nazioni. Tra cui l’Italia. Nel post si legge che “l’operazione a sud di Hasakah continua con la partecipazione delle forze italiane, francesi e americane”. Inoltre, che questa “ha provocato la morte di 26 miliziani dello Stato Islamico e di un importante loro comandante”. La notizia potrebbe essere travisata, in quanto il nostro paese contribuisce a Inherent Resolve con assetti dell’Aeronautica Militare italiana: droni Predator, i Tornado e i KC-767, basati in Kuwait. Questi, però, si occupano solo di ricognizione, sorveglianza (ISR) e rifornimento in volo. Perciò, non prendono parte attivamente alle manovre offensive e finora non si era mai parlato formalmente di un loro impegno in Siria. Se, invece, fosse confermata, segnerebbe un cambio di passo dell’Italia nel contrasto a Isis.

Il Tweet dell’Osservatorio Siriano sui Diritti Umani