Siria, le SDF a Deir Ezzor lanciano un attacco contro Isis a Safafinah

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Le SDF a Deir Ezzor hanno lanciato un attacco in massa contro Isis a Safafinah. Operation Round Up è entrata in città, come a Susah, e pressa lo Stato Islamico. Intanto si moltiplicano gli arresti di jihadisti

Le SDF a Deir Ezzor hanno lanciato un attacco in massa contro Isis a Safafinah. Le truppe di Operation Round Up (Jazeera Storm) alle prime luci dell’alba sono arrivate alla periferia della città e hanno dato il via a una battaglia contro i miliziani dello Stato Islamico. Intanto, l’asse est dei combattenti siriani continua a combattere contro Daesh alla periferia di Susah, avanzando anche se lentamente. La forza arabo-curda in poche ore è avanzata di 8 chilometri nel quadrante, anche grazie ai circa 60 raid aerei della Coalizione Internazionale. Inoltre, durante gli scontri sono stati uccisi oltre 75 jihadisti e distrutte diverse loro infrastrutture e centri di comando. Parallelamente, si moltiplicano gli arresti di terroristi nell’area, tra cui molti foreign fighters e anche alcune donne. Non mancano, comunque, diversi fondamentalisti locali. Gli ultimi 4 sono stati presi solo ieri nell’area di Hajin.

L’esercito siriano (SAA) lancia una campagna contro il FSA a nord di Aleppo. Attacchi sia verso la zona cuscinetto della Turchia sia in direzione di Idlib. Qui continua la guerra tra HTS e Daesh

Intanto, l’esercito siriano (SAA) prova ad allargare il territorio controllato a nord, al confine con la Turchia. Il SAA ha lanciato diversi attacchi contro il FSA a nord di Aleppo. Uno con l’artiglieria nella zona di Hariytan e l’altro nell’area di Jibreen (Tal Rifaat). L’obiettivo è arrivare al limite della zona cuscinetto imposta da Ankara e ai margini della provincia di Idlib. Qui continua la guerra tra Hayat Tahrir al-Sham (HTS) e Isis a colpi di attacchi contro fortificazioni e omicidi mirati. Nelle ultime ore alcuni sconosciuti hanno infatti teso un’imboscata e ucciso elementi di HTS a Jisr al Shughour. Non ci sono conferme ufficiali, ma è molto probabile che l’azione sia opera dello Stato Islamico, come vendetta degli attacchi alle sue unità avvenuti nei giorni scorsi.