Siria, le SDF a Deir Ezzor hanno ucciso 651 membri di Isis in un solo mese

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Le SDF a sud di Deir Ezzor hanno ucciso 651 elementi di Isis in un solo mese di offensiva. Operation Round Up (Jazeera Storm), invece, ha perso 37 elementi e cacciato lo Stato Islamico da tutta Baghuz

Sono centinaia i miliziani Isis uccisi dalle SDF in un unico mese, l’ultimo, dell’Operation Round Up (Jazeera Storm) a sud di Deir Ezzor. I combattenti siriani effettuano un bilancio delle manovre, dall’11 settembre al 10 ottobre del 2018 contro lo Stato Islamico nella provincia. In questo periodo è stata liberata l’intero quadrante di Baghuz, nonché sono cominciati gli assedi ad Hajin e Susah. Più a sud, inoltre, le forze arabo-curde hanno cacciato quasi totalmente i jihadisti dello Stato Islamico a Sasafinah e Marashidah. Complessivamente ci sono state 58 battaglie finora tra le SDF e Daesh, in cui hanno perso la vita 651 terroristi. A loro se ne aggiungo altri 6 catturati dalle truppe, che hanno perso solo 37 elementi. Queste, peraltro, con il supporto di Inherent Resolve hanno distrutto numerosi edifici, assetti e mezzi IS. Compresi i quartier generali, le basi e i tunnel.

L’esercito siriano (SAA) ricomincia l’offensiva contro Daesh a Suweida. Ma la popolazione locale, strategica per arrivare ad Al-Safa, protesta per la situazione degli ostaggi

Più a ovest, invece, sono ripresi gli scontri tra l’esercito siriano (SAA) e Isis a Suweida. Ciò dopo uno stop di alcuni giorni, a seguito delle proteste della popolazione lsulla situazione degli ostaggi in mano allo Stato Islamico. I jihadisti, infatti, avevano dato al SAA un ultimatum. Se l’operazione non fosse cessata, i civili in mano a Daesh sarebbero stati uccisi. I militari si sono fermati per circa una settimana, anche se i raid aerei proseguivano. Poi, però, hanno ripreso l’offensiva ad Al-Safa scatenando le ire degli abitanti locali. Soprattutto quelle dei parenti delle persone sequestrate. Per Damasco è un problema, in quanto perdere il loro sostegno significa allungare i tempi delle manovre per sconfiggere definitivamente i terroristi. Senza peraltro alcuna garanzia di successo. Tutti i risultati ottenuti finora, infatti, sono dovuti all’intervento della popolazione, che ha imbracciato le armi per vendetta contro IS.