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Siria, le SDF a Deir Ezzor combattono Isis all’interno di Hajin

Le SDF a Deir Ezzor hanno rotto le linee di difesa di Isis a nord di Hajin, riuscendo a penetrare la città. Ora consolidano le aree conquistate allo Stato Islamico prima di avanzare ulteriormente

Le SDF a Deir Ezzor sono penetrate all’interno di Hajin e stanno combattendo Isis nei quartieri più periferici della città. Le truppe di Operation Round Up (Jazeera Storm) hanno sfondato le linee di difesa dello Stato Islamico a nord della roccaforte, riuscendo a conquistare alcune postazioni strategiche nei quartieri più periferici. L’obiettivo dei combattenti siriani è ora quello di consolidarle ed estenderle, prima di procedere verso il centro. Ciò, in modo da avere una superficie d’attacco maggiore contro Daesh, che velocizzi le manovre e impedisca ad azioni improvvise di obbligare le forze arabo-curde a ripiegare verso l’esterno. Intanto, la Coalizione continua a fornire supporto aereo ravvicinato, bombardando incessantemente i presidi dei jihadisti. Solo dall’11 al 17 novembre ci sono stati 168 strike contro i miliziani nella zona. Anche a Baghuz le forze irachene proseguono gli attacchi. Si punta a prevenire possibili fughe dei terroristi verso sud.

L’esercito siriano (SAA) ammassa forze per attaccare Daesh nel deserto di Badia, tra Homs e Deir Ezzor. I militari, però, troveranno gli stessi problemi vissuti a Suweida

Intanto, l’esercito siriano (SAA) dopo la liberazione di Suweida da Isis, sembra abbia deciso di puntare contro la sacca di resistenza dei jihadisti nel deserto di Badia. I soldati, invece che dirigersi nella Middle Euphrates River Valley (MERV, si stanno rischieranno ai confini dell’area tra Homs e Deir Ezzor. Ciò per preparare una nuova offensiva contro lo Stato Islamico. Non sarà, comunque una passeggiata per Damasco. Secondo alcune fonti locali nella zona si nascondono alcune migliaia di miliziani Daesh. Inoltre, questa è simile ad Al-Safa, e cioè desertica con diverse montagne e caverne. Di conseguenza, offre molti vantaggi a chi si difende, piuttosto a coloro che attaccano. Lo ha scoperto a sue spese il SAA a Suweida, che ha richiesto 104 giorni di battaglia e molte vite umane di soldati per essere considerata “IS-Free”.

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