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Siria, le SDF a Deir Ezzor attirano Isis in trappola usando la tempesta di sabbia

Siria, Le SDF A Deir Ezzor Attirano Isis In Trappola Usando La Tempesta Di Sabbia

Le SDF a Deir Ezzor attirano Isis in una trappola, sfruttando la tempesta di sabbia. Jazeera Storm si ritira da Susah, Marashidah e Safafinah, facendo uscire lo Stato Islamico allo scoperto. Poi, bombarda i miliziani

Le SDF a Deir Ezzor hanno teso una trappola a Isis, sfruttando la tempesta di sabbia. I combattenti siriani si sono ritirati temporaneamente da Susah, Marashidah e Safafinah, sapendo che lo Stato Islamico avrebbe lanciato un contrattacco in massa grazie alle condizioni climatiche. Quando i jihadisti si sono fatti trovare allo scoperto, Operation Round Up (Jazeera Storm) li ha colpiti con l’artiglieria e i caccia della Coalizione Internazionale. Il bilancio è stato di almeno 37 miliziani dello Stato Islamico uccisi e di diversi edifici conquistati. Le forze arabo-curde sanno, infatti, che appena concluso il fenomeno atmosferico, i terroristi fuggiranno nuovamente verso i territori “sicuri”. Questi sanno, come avvenuto in passato, di non essere in grado di resistere a un pressing prolungato. Di conseguenza, li hanno attirati in un tranello con l’esca del ritiro, per farli uscire allo scoperto e annientarli, riducendo il pericolo per i civili nella zona.

A Suweida riprende improvvisamente l’offensiva dell’esercito siriano (SAA) contro Daesh, nonostante la tregua mediata dalla Russia. Forse è nato qualche impedimento

Intanto, qualcosa si muove a ovest. A Suweida sono ripresi improvvisamente gli scontri tra l’esercito siriano (SAA) e Isis nella zona di Al-Safa. I caccia di Damasco hanno bombardato postazioni dello Stato Islamico nell’area e i soldati hanno ripreso ad avanzare contro i jihadisti. Ciò, nonostante sia in vigore una specie di tregua tra il SAA e Daesh, che prevede lo stop di tutte le operazioni nell’area, la liberazione di 90 miliziani e il trasferimento in una zona sicura, in cambio del rilascio degli ostaggi rapiti dai terroristi i il 25 luglio scorso. L’accordo, mediato dalla Russia, prevedeva anche che la popolazione locale si impegnasse a far arruolare circa 60.000 giovani nel SAA, a fronte del ritorno a casa dei rapiti. Al momento non è chiaro cosa sia successo, anche se l’ipotesi più probabile è che sia nato qualche impedimento dell’ultimo momento. Forse sui nomi dei detenuti da rilasciare.

 

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