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Siria, le SDF a Deir Ezzor attaccano Daesh a sorpresa nell’area di Sousah

Siria, Le SDF A Deir Ezzor Attaccano Daesh A Sorpresa Nell’area Di Sousah

Le SDF a Deir Ezzor hanno lanciato un attacco a sorpresa contro Daesh nella zona di Sousah. Jazeera Storm, col sostegno dell’Iraq, cerca di dividere lo Stato Islamico in 3 gruppi isolati

Le SDF a Deir Ezzor hanno lanciato un attacco a sorpresa contro Daesh nella zona di Sousah. L’area si trova sull’asse meridionale dell’operazione Jazeera Storm (Cizire Storm), in corso nella provincia siriana. L’offensiva nella città, una delle tre strategiche nell’area, ha come obiettivo dividere lo Stato Islamico in tree gruppi separati e isolati. Il primo ad Hajin, il secondo a Sha’Fah e il terzo a Baghuz Fawqani. Non a caso, ieri i caccia iracheni avevano bombardato il quadrante per indebolire le difese Isis, in previsione di manovre sul terreno. Oggi, inoltre, le forze arabo-curde stanno effettuando manovre anche in questa ultima località, che si trova di fronte ad Abu Kamal (Al Bukamal). Secondo fonti locali, intorno alla città sono in corso scontri violenti tra le SDF e i miliziani. Intanto, è stata completamente sminata l’area fino al confine con l’Iraq.

I miliziani Isis continuano a perdere terreno anche a Yarmouk contro l’esercito siriano (SAA). A breve dovranno cercare un accordo con Damasco per salvarsi la vita

Lo Stato Islamico sta perdendo terreno anche a Yarmouk, vicino a Damasco. L’esercito siriano (SAA), seppur lentamente, avanza all’interno del campo profughi e Daesh ne controlla ormai meno del 70% oltre ad alcune aree di Tadamoon. L’offensiva procede su due fronti. Da una parte ci sono i soldati sul terreno, che combattono Isis casa per casa. Tanto che nelle ultime ore hanno assunto il controllo completo di Hajar Al Aswad. Dall’altra c’è l’Aeronautica, che effettua raid su base quotidiana. L’ultimo, avvenuto in giornata, ha causato la morte di 9 miliziani. Questi ultimi riescono ancora a opporre una certa resistenza, che però non potrà durare per molto tempo. Sono isolati e circondati, con poche armi e munizioni. Inoltre, subiscono una pressione continua. Ciò potrebbe obbligare i jihadisti a breve, come avvenuto altrove in Siria, a cercare un accordo con Damasco per salvarsi la vita in cambio della resa o del ritiro.

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