Siria, le SDF a Deir Ezzor arrivano a combattere Isis a Sha’Fah

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Le SDF a Deir Ezzor sono arrivate a combattere Isis a Sha’Fah. Jazeera Storm conquista Kishmah e punta alla roccaforte dello Stato Islamico, anche grazie alla Coalizione e all’Iraq

Le SDF a Deir Ezzor sono arrivate a combattere Isis a Sha’Fah. Le truppe di Operation Round Up (Jazeera Storm) hanno cacciato lo Stato Islamico da Kishmah, grazie al sostegno dell’artiglieria della Coalizione Internazionale, e ora puntano dritte verso la roccaforte più a sud. Nel frattempo, Inherent Resolve continua a bombardare le postazioni Daesh nella Middle Euphrates River Valley (MERV) e in particolare a Susah. Parallelamente, l’asse sud dei combattenti siriani avanza a Baghuz Fawqani per eliminare le ultime sacche di resistenza dei jihadisti. Prossima tappa sarà poi Susah, presa di mira anche dai caccia iracheni. Questi, peraltro, sono legittimati in quanto il presidente siriano, Bashar Assad, ha autorizzato Baghdad a condurre operazioni anti-terrorismo all’interno dei propri confini. Lo ha confermato l’agenzia di stato del paese mediorientale, dopo l’incontro tra Assad e il consigliere per la sicurezza nazionale irachena, Faleh al-Fayad.

L’esercito siriano (SAA) si schiera intorno a Manbij, ma al momento non entra. Per insediarsi attende la partenza delle forze Usa dalla città curda. SI è preferito cedere la città a Damasco, che ha garantito protezione, piuttosto che lasciarla in balia degli attacchi turchi

Intanto, l’esercito siriano (SAA) si è schierato intorno a Manbij, roccaforte dei curdi nel paese, finora protetta dalle truppe Usa. I soldati di Damasco, però, non sono entrati nella città per due motivi: Il primo è che ci sono ancora assetti americani all’interno e questi lasceranno l’area gradualmente e nel tempo, in modo da garantire che non ci siano sorprese per la popolazione. Il secondo, invece, è legato al fatto che devono essere definiti gli ultimi dettagli dell’intesa per la sua cessione ad Assad. Alla fine, infatti, piuttosto che lasciare la zona in balia della Turchia si è preferito darla a Damasco, che in cambio ha offerto protezione ai curdi contro eventuali attacchi da parte delle truppe di Ankara. Ciò ha permesso alle SDF di continuare la campagna contro Isis a Deir Ezzor e di non correre a nord, come avvenuto recentemente, congelando le manovre.