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Siria, le milizie rivali di HTS a Idlib provano a reagire

Siria, Le Milizie Rivali Di HTS A Idlib Provano A Reagire

Le milizie rivali di Hayat Tahrir al-Sham (HTS) a Idlib provano a reagire al fatto che HTS sta acquisendo sempre più peso nella provincia siriana. Duro attacco contro il SAA a nord di Hama per riconquistare il sostegno della popolazione

Le milizie qaediste del nord cercano di reagire al peso crescente di Hayat Tahrir al-Sham (HTS) a Idlib, attaccando l’esercito di Damasco (SAA). Nelle scorse ore c’è, Ḥurras ad-Din (Guardians of Religion) ha lanciato una violenta offensiva a sorpresa contro il SAA nell’area settentrionale di Hama, culminata nella conquista del villaggio di Tanjara. L’obiettivo dell’operazione non era tanto acquisire il controllo di più territorio. Ciò in quanto i jihadisti sanno bene che il nemico presto reagirà in modo duro e con buone probabilità lo riprenderà. Ma più che altro, cercare di riguadagnare il sostegno della popolazione locale, negli ultimi tempi è sempre più orientata verso HTS. Ormai, infatti, non basta schierarsi contro le pattuglie joint Russia-Turchia sulla M4. Serve agire direttamente sugli abitanti locali, come hanno cominciato a fare i vertici dell’ex Fronte a-Nusra, che sono andati a trovare i malati e i feriti negli ospedali.

Intanto, le milizie filo-Iran a Deir Ezzor continuano a essere attaccate da Isis e da Israele. Ultimo strike da ignoti su una base nelle scorse ore. Provano a reggere riposizionandosi altrove, sarà sufficiente?

Intanto, a sud della Siria proseguono gli attacchi contro le milizie iraniane nell’area di Abu Kamal. Da una parte c’è Isis, che recentemente ha lanciato una nuova offensiva contro il SAA e gli alleati ad Abu Kamal; dall’altra c’è Israele, che colpisce periodicamente le postazioni dei gruppi para-militari, come presumibilmente avvenuto anche in questo caso. Il bersaglio, sembra una base o un deposito di armi e munizioni, è stato infatti colpito con un raid aereo da parte di sconosciuti. L’escalation sta preoccupando sia Damasco sia Teheran, che hanno cominciato a smobilitare le infrastrutture note nella provincia per riposizionarsi altrove nello stesso quadrante. Resta da capire, però, se il provvedimento sarà sufficiente a ridurre il pressing ostile.

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