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Siria, le milizie pro-Turchia fanno cassa con i reperti archeologici

Le milizie pro-Turchia fanno cassa con i reperti archeologici nel nord della Siria. In corso distruzioni di massa di siti ad Aleppo, da Afrin ad Al-Jouz. I gruppi pro-Ankara usano bulldozer e martelli pneumatici per trovare tesori da vendere al mercato nero

Le milizie pro-Turchia nel nord della Siria vanno a caccia di artefatti per fare cassa dopo che Ankara ha tagliato loro gli aiuti. Nella provincia di Aleppo sono in corso saccheggi in molti siti archeologici, da Afrin ad Al-Jouz, a ovest di Marjeh. Alcuni gruppi hanno avviato scavi illegali vicino a un tempio sulla strada tra il centro e Barijah. Altri hanno distrutto i resti archeologici presenti sulla collina di Ain Diba. I guerriglieri, infatti, per cercare tesori impiegano bulldozer, martelli pneumatici e macchinari pesanti, distruggendo tutto ciò che non considerano “di valore” pur di scavare più a fondo nella speranza di trovare qualcosa. I reperti vengono poi venduti al mercato nero e attraversano il confine con la Turchia per poi essere inviati agli acquirenti finali.

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