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Siria, le milizie pro-Turchia cercano di finanziarsi con i rapimenti dei civili

Le milizie pro-Turchia cercano di finanziarsi con i rapimenti dei civili. Formalmente sono arresti per aver sostenuto l’amministrazione curda. In realtà, l’unico obiettivo è fare cassa grazie a false cauzioni. Boom del fenomeno ad Aleppo

Le milizie pro-Turchia nel nord della Siria sono rimaste senza soldi e per recuperare risorse hanno lanciato una campagna di arresti/rapimenti a scopo di riscatto. Negli ultimi giorni si stanno moltiplicando episodi del genere soprattutto ad Aleppo. Abitanti locali vengono prelevati dalle loro case con l’accusa di sostenere l’amministrazione autonoma curda e vengono rilasciati solo quando le loro famiglie pagano una sorta di cauzione. Il fenomeno si sta rapidamente espandendo in tutto il quadrante e coinvolge diversi gruppi di guerriglieri, segno che la carenza di fondi è ormai endemica. Ankara, peraltro, nonostante abbia tagliato le risorse pretende che le milizie si schierino in prima linea ad Afrin e Sere Kanye in vista di una possibile offensiva contro le SDF e l’esercito di Damasco (SAA), che la Russia cerca invece di scongiurare in tutti i modi. La mancanza di denaro, però, potrebbe spingere le fazioni alleate delle TAF ad azioni irrazionali.

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