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Siria: le milizie pro-Iran, sotto attacco a Deir Ezzor, blindano Abu Kamal

Siria: Le Milizie Pro-Iran, Sotto Attacco A Deir Ezzor, Blindano Abu Kamal

Le milizie pro-Iran, dopo aver subito un misterioso strike aereo ad Abu Kamal, blindano la città. Le PMF, col morale a terra per l’epidemia di Coronavirus e i continui raid subiti, temono nuovi attacchi

Le milizie pro-Iran a Deir Ezzor hanno sigillato Abu Kamal, dopo un attacco aereo costato la vita a 29 membri. In principio si riteneva che fosse una rappresaglia Usa dopo l’attacco con alla base di Taji in Iraq, che ha causato tre morti tra i militari della Coalizione e diversi feriti, ma Inherent Resole ha smentito che ci siano stati raid nel sud della provincia siriana. Essendo stati colpiti obiettivi precisi presso la città siriana, come le base e i depositi di armi e munizioni, i guerriglieri temono che qualcuno possa aver fornito al nemico informazioni dall’interno. A seguito di ciò, oltre a blindare la città, è stata avviata una sorta di caccia alla talpa per identificare eventuali spie. Le PMF ultimamente sono nervose e col morale a terra. Sia per i continui attacchi subiti sia per i numerosi contagi di Coronavirus, subito tra i loro ranghi.

La Turchia, intanto, minaccia ancora Damasco di riprendere Spring Shield a Idlib. Ma nel frattempo Ankara finalizza con la Russia i dettagli per il pattugliamento joint della buffer zone sulla M4. Erdogan e Putin, inoltre, discutono dell’implementazione della tregua 

Intanto, la Turchia continua a minacciare Damasco di attivare ancora l’operazione Spring Shield a Idlib. Dopo il presidente Recep Tayyip Erdogan, anche il ministro della Difesa Hulusi Akar ha ammonito che rompere unilateralmente la tregua comporterà la ripresa delle manovre da parte di Ankara. Parallelamente, però, tutto è pronto per l’inizio dei pattugliamenti congiunti (il 15 marzo) della Russia e delle TAF lungo la buffer zone sulla M4. Lo ha confermato lo stesso Akar, sottolineando che è stato raggiunto un ampio accordo. Erdogan, inoltre, ha avuto un colloquio telefonico con Vladimir Putin sull’implementazione del cessate il fuoco. Sembra, infatti, che siano allo studio ulteriori iniziative che le parti potrebbero discutere prossimamente. La guerra del SAA contro i ribelli, invece, procede spedita senza rallentamenti, soprattutto tra Hama e Idlib e a est della provincia siriana.

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