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Siria, le milizie minori a Idlib alzano il tiro e prendono di mira la Turchia

Le milizie minori a Idlib alzano il tiro e prendono di mira la Turchia. Due attacchi in due giorni contro le TAF e gli interessi di Ankara nella provincia siriana

Le milizie minori a Idlib alzano il tiro e cominciano a prendere di mira la Turchia. Nelle scorse ore una pattuglia delle TAF sulla M4 ha subito un attentato, vicino alla base di Ankara ad al-Mastumah. Uno IED è esploso al passaggio di un veicolo, danneggiandolo. Immediatamente, è stato schierato un imponente contingente lungo diversi tratti dell’autostrada Aleppo-Latakia, temendo una possibile evoluzione dell’attacco, ma non è successo nulla. Peraltro, solo il giorno prima un camion cisterna turco era stato coinvolto in un evento analogo. In quel caso l’azione era stata rivendicata dalla Ansar Abu Bakr al-Siddiq Brigade, gruppo che già a gennaio aveva colpito interessi di Ankara nella provincia siriana.

I gruppi tagliati fuori dagli aiuti distribuiti da HTS prima hanno cominciato a combattere tra loro, ma ora puntano direttamente la fonte

Secondo la Turchia, la Ansar Abu Bakr al-Siddiq Brigade è un gruppo semi-sconosciuto legato allo Stato Islamico. In realtà è una delle milizie minori, assoggettata tempo fa con la forza da Hayat Tahrir al-Sham (HTS), principale alleato locale di Ankara in Siria. Il fatto che abbia colpito vicino a una base delle TAF e la riduzione dei tempi tra un attacco e l’altro fanno pensare che la formazione abbia deciso di alzare il tiro e che, probabilmente, colpirà ancora a breve. Inoltre, è un segnale sull’evoluzione della situazione a Idlib e nel nord del paese mediorientale. Le forze para-militari, che recentemente avevano cominciato a combattere tra loro per accaparrarsi le poche risorse distribuite da HTS per conto del paese vicino, ora bussano direttamente alla fonte e con segnali sempre più decisi.

Ankara, però, ha anche il problema del Kurdistan, diventato prioritario dopo gli strike contro le SDF a Sayda (Ain Issa). Le scelte a Idlib, perciò, sono due

La Turchia, però, è impegnata in un’offensiva in Kurdistan che recentemente ha subito un’accelerazione. Quella che era nata come una proxy war, infatti, si è trasformata in un conflitto diretto contro le SDF. Il punto di svolta sono stati i raid aerei delle TAF su postazioni curde a Sayda (Ain Issa), i primi in 17 mesi. Ankara dovrà quindi decidere se proseguire su questa strada o fermarsi per non alimentare l’escalation. Di conseguenza, Idlib al momento è passata in secondo piano, anche se continuano ad arrivare rinforzi a Zawiya. Perciò, ora Recep Tayyp Erdogan ha due scelte: aumentare gli “aiuti” alle milizie, comprese quelle minori, oppure puntare sul grande contingente nella provincia siriana per ridurre al minimo i rischi di attacchi alle sue truppe. Entrambe le opzioni, però, avranno un costo.

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